sabato, settembre 22, 2018
Baijiu, liquore cinese - foodiestrip
Eating Out

BAIJIU, IL LIQUORE CINESE DI TENDENZA

Il Baijiu è un distillato cinese, ed è il liquore più venduto al mondo. In Occidente, la sua versatilità ne fa un elemento sempre più utilizzato nei cocktail. Il trono della Tequila, dunque, comincia a vacillare

Riunione di Partito. Ma non di un Partito qualsiasi. Del ‘Partito Monolite’ di leniniana memoria: il PCC. Il Partito Comunista Cinese.

Ora, alla riunione partecipano i quadri (non ci permettiamo di ipotizzare che la riunione sia quella del Comitato Permanente del Politburo, con Presidente e Ministri in testa). Dunque una riunione minore, simile a quella di uomini di affari.

Si discute, ci si accorda, e alla fine si brinda con il Baijiu. Il giorno dopo, statene certi perché certa è la tradizione, tutti sono in hangover.

Si brinda con il Baijiu. Foto dalla pagina facebook “Drink Baijiu”

Con millenni di storia alle spalle, il Baijiu è l’alcolico ad alta gradazione (va dai 30% ai 55%) più bevuto in Cina e nel mondo, con 20 miliardi di litri consumati all’anno.

L’obiettivo del Dragone è quello di espandere la vendita in Europa e Nord America, così da fare del Baijiu la nuova Tequila. E, come sta succedendo in ogni campo, ci stanno riuscendo.

Storia di chi ce l’ha fatta (a bere il Baijiu)

Il liquore è aspro, principalmente amaro e con note più dolci nel finale. La sensazione che si ha quando lo si assaggia le prime volte è quella di gustare un frullato di pechinese fradicio.

Insomma: l’approccio al Baijiu, per un occidentale medio, è piuttosto traumatico. <<Sono arrivato in Cina 15 anni fa – ha dichiarato Bill Isler in un’intervista a Munchies – e ho assolutamente odiato il Baijiu. Dopo i primi assaggi mi sono detto che non lo avrei riprovato neppure se mi avessero pagato>>. Poi, però, Isler lavorava con colleghi cinesi, e pur di non fare la figura dello snob europeo, ha proseguito i suoi tasting. Alla fine, la sua percezione è cambiata:<<Mi sono accorto che non tutti i Baijiu sono uguali, e che alcuni di loro mi piacevano>>.

3 delle 4 tipologie principali di Baijiu. Foto tratta da eater

Oggi Isler è co-proprietario di un locale specializzato in Baijiu a Pechino, e riesce a «convertire il 90% dei clienti che vengono da noi a provare il liquore per la prima volta, siano essi cinesi o europei».

La preparazione

La preparazione di questo spirito non ha paragone con altri procedimenti occidentali. La materia prima principale è il sorgo, che viene messo a fermentare in tini sottoterra. L’acqua usata per la maggiore marca di Baijiu cinese, il Moutai, è quella del fiume Chishu, e precisamente quella che scorre all’interno del villaggio che porta lo stesso nome della bevanda.

Una distilleria di Baijiu. Foto tratta da “Drink Baijiu”

Proprio il Maotai fu bevuto in un incontro tra Nixon e Zhou Enlai nel 1972, e tutti i giornali del mondo notarono il fatto che l’ospite aveva accusato il colpo. Il “New York Times”, ad esempio, definì «vitrei» gli occhi del presidente USA.

Nixon e Zhou Enlai. Lo sguardo del presidente USA, in effetti, non è dei più vispi

Negli ultimi anni, le maggiori città anglosassoni (New York, Los Angeles, Londra e Sydney) hanno cominciato a proporre cokcktail al Baijiu, e la tendenza sta prendendo piede anche in Italia, tanto che nel contest “Top Barman”  tenutosi alla Fiera di Carrara, i migliori bartender nostrani hanno improvvisato sullo spartito alcolico cinese. La particolare fragranza del Baijiu, infatti, si presta molto alle sperimentazioni dei mixologist, e in Inghilterra sono nati bar e siti on line specializzati.

Un cocktail preparato con una delle maggiori marche di Baijiu al mondo: il Maotai e l’ HKB

Consigli utili

Qui trovate una serie di ricette per i vostri tentativi, mentre fatevi dare due suggerimenti: se bevete il liquore in bicchiere da shot come fanno i cinesi, non potete fare a meno di gridare “Ganbei!” (secca il bicchiere!); quando, invece, brindate con qualcuno, assicuratevi che il vostro bicchiere sia più basso di quello del vostro compagno: è un segno di grande rispetto.

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Lucia Napoleone
Eclectic eater, thoughtful omnivore, and an advocate of the meal as an act of culture and pleasure. My name is Lucia Napoleone, and I made of languages and cultures my profession. After several years of valiant travels, I shifted the route toward Waterloo to settle triumphantly in Foodiestrip. On the other side of the ocean, someone calls me Wellington.