lunedì, ottobre 15, 2018
Eating Out

DA BOTTURA AL TRASH COOKING: IL RECUPERO E’ DI TENDENZA

In un interessante articolo del 2015, Chiara Patrizi De Francisci ha elencato le 5 parole chiave di Massimo Bottura legate al concetto di Recupero, oggi entrato a far parte delle tendenze culinarie con il Trash cooking

Dunque la strada che lo chef dell’Osteria Francescana è stato tra i primi a battere nell’alta cucina sta prendendo piede come tendenza chic, ed è una notizia positiva: in fondo, quelle che inizialmente emergono come fisime da salotto buono, tendono a prendere piede per emulazione. E quando è emulazione di atteggiamenti positivi c’è poco da fare gli schizzinosi (in tutti i sensi).

Bucce di ogni tipo, fondi di caffè, siero di latte, pane raffermo, cervella e interiora di animali: dopo un edonismo consumistico sfrenato, la nuova frontiera (piacevole anche questa se le preparazioni sono di Bottura) è quella del riutilizzo e del riciclo. In una parola, “cucinare spazzatura”, trash cooking.

Figlio della volontà di fermare lo spreco di cibo su un pianeta nel quale da una parte se ne gettano milioni e milioni di tonnellate mentre dall’altra si muore di fame, il trash cooking è largamente praticato in due ristoranti di Copenaghen, come il Bror e l’Amass.

La tendenza culinaria, però, è nata in America, e Bottura le ha dato dignità creativa ed etica. E forse anche tradizionale, poiché – come ricorda a ragione la stessa De Francisci – nella cultura mangereccia (non solo italiana) il primo impatto cosciente di un bambino con il cibo è spesso legato a un immaginario fatto di pranzi domenicali e di nonni, il cui rispetto sacrale per il cibo era sintetizzato nel non sprecare il pane (non so le vostre, ma mia nonna, quando il pane mi cadeva sul pavimento, me lo faceva baciare e poi mangiare).

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