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domenica, Ottobre 20, 2019
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HAMBURGER, NUMERI E CURIOSITA’

In occasione della Giornata Mondiale dell'hamburger, ecco qualche curiosità e i numeri riguardanti uno dei piatti più amati al mondo

Oggi, 28 maggio, si festeggia in tutto il mondo la Giornata Mondiale dell’hamburger e a Sydney i McDonald’s sono stati presi d’assalto: l’azienda aveva deciso di regalare 250mila “Quarter Pounder”, corrispondente al nostro “McRoyal Deluxe”. Per onorare uno dei piatti più famosi al mondo, l’unico capace di rivaleggiare con gli italianissimi pizza e gelato, foodiestrip ha deciso di selezionare per voi 6 curiosità su un’icona americana…

1. Le origini dell’ hamburger

Nonostante l’hamburger sia un simbolo degli USA, l’origine del piatto è lontanissima. Lontana e dibattuta. Il nome richiama la città tedesca d’Amburgo, da cui il panino più famoso al mondo s’imbarcò per raggiungere l’America. Prima, però, pare che si mangiasse nell’Antico Egitto, mentre in Europa fu portato dall’Oriente. Furono i Mongoli e, ancora prima, gli Unni a creare il progenitore dell’hamburger. Sui loro tarpan, cavalli delle steppe capaci di galoppare per 100 km al giorno, i Mongoli conservavano la carne tagliata in piccoli pezzi. Tenendola sotto la sella, la carne ne usciva schiacchiata e scaldata, pronta da mangiare in medaglioni. È un’ipotesi affascinante ma chissà quanto vicina alla realtà storica. Sta di fatto che il primo vero hamburger americano è datato 1873: lo cucinò Charles Ranhofer per il suo Delmonico’s, ristorante di New York.

2. Il consumo di hamburger in Italia

Secondo una ricerca Doxa, un italiano su 3 ha dichiarato di mangiare hamburger almeno una volta al giorno. L’80%, invece, dice di concederselo almeno una volta al mese.

3. Il potere della fake meat

Beyond meat è un’azienda che ha inventato l’hamburger senza carne. Quotata in borsa, l’azienda ha fatto un balzo del 163% (maggio 2019). Valutata 1,5 miliardi di dollaro al suo ingresso in borsa, il titolo ha raggiunto i 3,4 miliardi in un solo giorno di contrattazioni. Potere (vedremo fin quanto duraturo) della fake meat.

4. L’hamburger più costoso

L’hamburger più costoso al mondo si mangia a Las Vegas. Fatto di carne kobe, condito con foie gras e tartufo, si può assaggiare per 1400 euro.

5. McDonald’s numeri da capogiro

La catena di fast food McDonald’s fattura qualcosa come 43 miliardi di dollari, una cifra che rende l’azienda americana come la 90esima economia del mondo. I dipendenti sono 761mila e 1 americano su 8 ha lavorato almeno una volta per l’azienda statunitense (tra loro Sharon Stone e Pink). Sono 75 gli hamburger McDonald’s venduti ogni secondo mentre giornalmente la catena ospita 68 milioni di clienti (l’1% della popolazione mondiale). Secondo una ricerca americana, il logo dell’impresa è riconosciuto dall’88% degli americani; la croce, invece, è associata al cristianesimo solo per il 54% degli intervistati.

6. Indice Big Mac

Dal 1986, l’Economist calcola il cosiddetto indice Big Mac, utile per valutare il potere d’acquisto delle monete. Annualmente, dunque, emerge quali sono le valute sottostimate e quali quelle sovrastimate. Il tutto tramite la comparazione dei costi di un hamburger

Oggi sembra che l’hamburger metta tutti d’accordo, dal vegano al carnivoro. Perchè? Il Prof. Montanari lo spiega:

“Pensare all’hamburger come a una non-cultura, a una non-identità, è un grave errore di prospettiva. L’hamburger possiede, sul piano simbolico, uno spessore culturale assai più profondo di quanto a prima vista non appaia. Del resto, l’hamburger non è mai uguale a se stesso……..  La salsa non è la stessa ovunque. Il rapporto fra dolce e salato cambia da paese a paese. L’uniformità del gusto non esclude varianti e questo significa che perfino l’hamburger non può prescindere dalle identità locali. Oggi è persino costretto a convivere con proposte vegetariane.”

Prof. Massimo Montanari,  dal libro “Il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo”

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Barbara Ficetola
Mi chiamo Barbara Ficetola e vissi d’arte. Prima ho frequentato l’Istituto d’Arte, e poi l’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Ah, permettetemi di raccontarvi una leggenda. Immaginate una laureanda alla presentazione della propria tesi. Una commissione immancabilmente distratta, al pari della relatrice di tesi. Poi la ragazza comincia a narrare: parla d’arte, e di come farla percepire ai non vedenti del centro bolognese “Francesco Cavazza”. L’arte visuale per eccellenza da una parte, dall’altra chi non può goderne. Leggenda vuole che i ciechi videro, e la relatrice distratta pianse. Strane storie le leggende. Non hanno futuro. Non hanno passato. Ma lasciano visioni del mondo. La mia visione artistica ora la dedico a Foodiestrip. E, promesso, non mi occupo più né di futuro, né di passato, né di leggende.