sabato, giugno 23, 2018
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Eating Out

INSTAGRAM E RISTORAZIONE: COME IL SOCIAL DELLA FOTOGRAFIA HA CAMBIATO IL SETTORE

Instagram sta cambiando il mondo della ristorazione: ogni aspetto è pensato per rendere le fotografie del proprio locale sempre più appetibili

I social sono diventati fondamentali per prolungare l’iniziale “buzz” pubblicitario dei locali.

Instagram in particolare sta condizionando sia le scelte degli chef in fase di presentazione che l’illuminazione e l’arredamento di un locale.

Iniziamo dall’illuminazione: la scelta dei designer è decisamente orientata verso una luce ambrata e diretta sopra ai tavoli. Fateci caso: lampadine di un giallo-ambra che cadono perpendicolarmente sopra i tavoli si sono moltiplicate. Ciò permette di aumentare il contrasto e definire meglio i contorni dei piatti e delle pietanze.

L’obiettivo è quello di migliorare l’appetibilità dei piatti che vengono fotografati e postati su Instagram(hashtag “obbligato”: #foodporn). Inoltre, molti influencer sono ospitati dalla ristorazione, invogliati da un pasto gratuito o scontato (quando non proprio pagati per la prestazione), e la loro visibilità viene sfruttata per il marketing del locale.

Lo stesso design degli interni si è modificato negli anni per favorire le foto via smartphone. Oltre alle attenzioni riguardanti l’illuminazione, oggi sono sempre meno i ristoranti che seguono semplicemente il gusto dei proprietari e dei designer, e sempre più quelli che fanno attenzione alle tendenze e alle mode social.

È il caso del Media Noche di San Francisco, che secondo una ricerca di The Verge, è riuscito ad attrarre numerosi influencer di Instagram, focalizzando la propria attenzione sulla cura dei bagni, l’utilizzo di stencil e murales.

Insomma, le strutture ristorative si stanno social-riconfigurando, e aumentano sia gli studi d’architettura specializzati che i dipendenti pagati esclusivamente per gestire la pagina Instagram dei locali.

Ma l’attenzione nei confronti del cosiddetto #foodporn non si limita al “lighting”: gli stessi chef, come ha abilmente notato il critico gastronomico del New York Times Pete Wells, hanno cominciato a colorare i propri piatti con l’utilizzo di foglie e fiori, principalmente per colorare delle preparazioni che di base sono marroni.

I menu, poi, seguono questa tendenza fotografica, seminando unicorn food (cibo colorato a tinte arcobaleno) nelle loro liste.

Insomma, se le recensioni rimangono il mezzo principe per far sì che un cliente visiti il locale e si fidelizzi, l’immagine di una struttura, la sua progettazione e quella del menu si veicola facilmente tramite foto, e i social come Instagram rappresentano il metodo più efficace ed economico per far conoscere e notare la propria attività.

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Ficetola Barbara
Mi chiamo Barbara Ficetola e vissi d’arte. Prima ho frequentato l’Istituto d’Arte, e poi l’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Ah, permettetemi di raccontarvi una leggenda. Immaginate una laureanda alla presentazione della propria tesi. Una commissione immancabilmente distratta, al pari della relatrice di tesi. Poi la ragazza comincia a narrare: parla d’arte, e di come farla percepire ai non vedenti del centro bolognese “Francesco Cavazza”. L’arte visuale per eccellenza da una parte, dall’altra chi non può goderne. Leggenda vuole che i ciechi videro, e la relatrice distratta pianse. Strane storie le leggende. Non hanno futuro. Non hanno passato. Ma lasciano visioni del mondo. La mia visione artistica ora la dedico a Foodiestrip. E, promesso, non mi occupo più né di futuro, né di passato, né di leggende.