sabato, settembre 22, 2018
Cocktail
Eating Out

VALUTARE UN BUON COCKTAIL: QUALCHE REGOLA UTILE

Per valutare un cocktail si devono tenere a mente alcune piccole regole, da cui potrete partire per approfondire.

Per capire se Mr. Jerry Thomas sarebbe stato orgoglioso del barman (o, meglio, bartender) per il coktail che vi ha preparato, è necessario tenere a mente alcune regole.

Regola 1, valutare l’aspetto: Guardatelo!

L’aspetto di qualsiasi bevanda o piatto, inutile auto-ingannarci, è di importanza decisiva. Fate caso al bicchiere utilizzato, al colore (che deve evocare gli ingredienti) e alla decorazione, che deve essere adeguata al cocktail e al contenitore. Affidatevi al buon gusto, se ne avete. Se non ne avete, ad orario aperitivo in tv ci sono i quiz…

Regola 2, valutare l’odore: Annusatelo!

Non è feticismo e non è cafoneria. Come per il vino, annusare un cocktail è fondamentale. Dal punto di vista olfattivo prendete in considerazione equilibrio, intensità e il mix tra le due: il bilanciamento.

Regola 3, valutare il sapore: Assaggiatelo!

Quando assaggiate un cocktail badate all’equilibrio dei sapori e alla quantità dell’alcol, che non deve essere mai esagerato. L’alcol, infatti, desensibilizza le vostre papille. Valutate la sensazione che provate, la rotondità e l’astringenza del miscelato. Ah, non dimenticate di valutare la sensazione retro-olfattiva (il retrogusto), poiché quello è il momento in cui si ampliano e mutano i sentori del cocktail. N.B. L’astringenza è sempre negativa.

Regola 4, valuatare la corrispondenza qualità-prezzo: Occhio al portafoglio!

Il prezzo deve essere giustificato dalla qualità dei prodotti, dal locale, dalla presentazione e dalle capacità del barman/bartender. Sempre, in fondo, il contesto pesa sulla valutazione

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Fabrizio Doremi
Mi chiamo Fabrizio Doremi e sono un matematico. Ho cominciato a lavorare come consulente IT a 21 anni, poi ho seguito per sei anni lo sviluppo del progetto Conad.it (l’azienda con le persone oltre le cose) e a 28 anni ho fondato Wiloca, con cui ho curato il restyling digitale di Gambero Rosso. E tra il cibo venduto e quello mangiato mi è saltata in testa Foodiestrip. E adesso è realtà. E dato che ho appena passato i quaranta, è arrivata l’ora di tornare all’università per prendere una laurea in scienze della comunicazione. Che se i numeri dovessero venir meno, avrò parole per compensare.