mercoledì, novembre 14, 2018
False notizie di storia - foodiestrip
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DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM EST

Una prece per Giulio Cesare: le fake news hanno fatto un'altra vittima

In epoca di relativismi, la forma ellittica (“De gustibus…”) della frase sempiterna  “De gustibus non disputandum est” è usata spessissimo, ma la sua reale paternità è avvolta nel mistero.

Eppure, leggenda vuole (e Wikipedia condisce spesso la realtà con la leggenda) che la frase sia stata pronunciata da Giulio Cesare durante un banchetto milanese. Ospite di un certo Valerio Leone, a Cesare sarebbero stati serviti degli asparagi intrisi nel burro e non nell’olio, come era in uso tra i “civili” Romani.

Per Cesare, il burro era roba da “barbari” (Milano era nell’allora Gallia Cisalpina), ma nella sua magnanimità il generale romano redarguì i suoi commensali, disgustati dalla pietanza, pronunciando la frase rimasta scolpita nella Storia.

Comodo a chi sostiene l’identità tra Milano, il burro e la cotoletta, l’aneddoto è falso. Nell’opera “Vite Parallele”, dalla quale si pretende derivi, non si legge nulla di ciò. Cesare non pronunciò mai quella frase secondo Plutarco, il quale peraltro scriveva in greco.

Naturalmente, eviteremo di riportare il testo greco, ma ciò che successe alla tavola di Valerio Leone, secondo il biografo e filosofo greco, fu*:

“A dimostrare quanto poco esigente [Giulio Cesare] fosse in tema di cibo, si cita di solito questo episodio: un suo ospite, presso cui mangiava a Milano, Valerio Leone, mise in tavola degli asparagi conditi con mirra, anziché con olio. Cesare li mangiò tranquillamente e rimbrottò i suoi amici che si sentivano offesi. “Bastava, disse, che coloro a cui non piacevano non se ne servissero. Chi si lamenta di una zoticaggine come questa, è uno zotico anche lui”.

Come avrete notato, la frase “De gustibus non disputandum est” non c’è e neppure il burro viene nominato. Anzi, si parla di mirra, un olio profumato che a Roma veniva usato per lo più come unguento e cosmetico, non certo come condimento.

Dunque, questa storia c’insegna che:

  • Nel web le false notizie circolano anche quando si parla di Storia (<<E di Cibo no?>> Ufff… Avoja!)
  • La verità è più noiosa della fantasia (ma questo si sapeva già)
  • Gaspare non riciclò la mirra a Gesù perché non sapeva che farsene. In antichità era molto apprezzata e poco comune
  • Valerio Leone era un parvenu, che per fare bella figura e non usare il burro, diede da mangiare a Giulio Cesare l’equivalente romano di un profumo cinese Chamele n°5

 

*Credits: Perpendiculum

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Pierluigi Capriotti
Mi chiamo Pierluigi Capriotti per la precisione. Nonostante una laurea in architettura faccio il giornalista. Scrivo sull’onda di monomanie transitorie e di altre croniche come la lettura, il futbol, i viaggi e il cibo. Quando scrivo faccio molti incisi – perché mi sembra sempre che ci sia da dire di più. Perché negli incisi infilo le mie passioni. In modo che siano sotto gli occhi di tutti ma da scorrere con discreta disinvoltura. Non ho mai tenuto in grande considerazione la saggezza. E, graziaddio, questo mi ha permesso di partire, con un matematico spiritualcreativo, un ingegnere informatico che suona il tema di Star Wars con le palette del caffè e un businessnerd a bordo di Foodiestrip. Con biglietto di sola andata. Senza ipotesi di ritorno.