mercoledì, aprile 25, 2018
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IL CARNEVALE NEL CENTRO ITALIA: I CARNEVALI DI OFFIDA, CENTO E VIAREGGIO

Il Carnevale di Offida, quelli di Cento e Viareggio animano i festeggiamenti carnescialeschi del Centro Italia. Il viaggio di FoodiesTrip nei carnevali italiani, dunque, prosegue

Cento (28 gennaio – 25 febbraio 2018)

Il Carnevale d’Europa di Cento è gemellato con quello di Rio de Janeiro. Raffigurato perfino dal Guercino nel ‘600, il Carnevale moderno è nato nel 1947, e si è interrotto soltanto nel 2014, a causa dei danni prodotti dal terremoto del 2012 ai capannoni nei quali vengono costruiti i famosi carri. Alti intorno ai 20 metri, lunghi altrettanto e larghi 6, i carri sfilano per le vie della città seguiti dalle maschere. I temi dei carri sono sempre diversi, ma di norma la satira la fa da padrone. La maschera principe del Carnevale è Tasi, ed è nata ai primi del ‘900 riprendendo una persona realmente esistita. Di Tasi, che gira con una volpe bianca al guinzaglio, si dice che tra la moglie e un bicchiere di vino non aveva dubbi: sceglieva immancabilmente il secondo. Il rogo della maschera chiude il Carnevale.

Piatto tipico: Cento è detta “Piccola Bologna”, sia per la struttura del centro storico che per la tradizione culinaria simile a quella del capoluogo emiliano. Il piatto per eccellenza del Carnevale d’Europa di Cento è rappresentato dai pisaren, palline di pane, farina e acqua condite con il ragù.

Viareggio (27 gennaio – 17 febbraio 2018)

La tradizione fissa la nascita del Carnevale di Viareggio negli anni ’30 dell’800, anche se le prime sfilate iniziano nel 1873. I carri, invece, cominciano ad essere usati nei primi anni del ‘900, prima in gesso e stucco e poi in cartapesta. Proprio l’arte della modellazione con la cartapesta è stata sfruttata dai viareggini anche nel cinema e nell’arte. Fellini, ad esempio, ha chiesto ad Arnaldo e Renato Galli, e a Silvano Avanzini di creare le scenografie del suo film Casanova e la gigantesca Anita Ekberg di Boccaccio ’70. Le sfilate dei maestosi carri carnevaleschi sono seguite da migliaia di persone, e il record è stato raggiunto nel 2011, quando la terza sfilata del Carnevale di Viareggio è stata seguita da 325.000 persone. Al Carnevale è associato uno dei più importanti e antichi tornei di calcio giovanile al mondo, il Torneo di Viareggio, che nel 1978 ospitò una squadra di Pechino: fu quello il primo contatto sportivo della Cina comunista con l’Europa occidentale.

Piatto tipico: i dolci di carnevale sono i Cenci, che altro non sono che le chiacchiere, le frappe ecc. Ma a Viareggio, anche quando è Carnevale (ossia si può mangiare carne) è d’obbligo provare il pesce. E dunque il Cacciucco, piatto risalente al ‘500 e derivante dal turco Kuciuck, fatto con quel pesce povero che non avrebbe trovato mercato a terra. E poi la pasta alla trabaccolara, importata a Viareggio dai pescatori di San Benedetto del Tronto trasferitisi in Toscana dalla fine dell’Ottocento al primo dopoguerra.

Offida (17 gennaio-13 febbraio 2018)

Il Carnevale Storico di Offida, cittadina in provincia di Ascoli e seduta sulle colline marchigiane, ha origine nel 1500, e ha inizio il giorno di Sant’Antonio, il 17 gennaio. Subito dopo l’apertura del Carnevale, si susseguono domeniche di festa fino alla consegna delle chiavi della città alle varie congreghe carnascialesche. Il giorno dopo, venerdì, si celebra la tradizione de Lu Bov’ Fint’. Nata nel ‘500, quando il Comune metteva a disposizione dei poveri un bove che veniva inseguito per le vie della città dal popolo (non a caso di venerdì, quando era proibito mangiare carne, a testimoniare quindi la trasgressione del periodo di Carnevale). Oggi, il bove è appunto Fint’ (finto), ma viene ancora inseguito per le vie della cittadina da giovani e meno giovani vestiti con “lu guazzarò”, un grembiule da lavoro tipico del contadiname medievale e cinquecentesco. La città vive un giorno di follie, e le case si aprono a conoscenti dell’ultimo minuto e, in certi casi, agli sconosciuti. Il vino rosso, manco a dirlo, scorre a fiumi, e non solo il giorno del Bove. Dopo il venerdì, infatti, si susseguono tre giorni di Veglionissimi nel teatro del Serpente Aureo, per poi arrivare ai V’Lurd del martedì. Il termine si rifà a “bagordi”, e incendiare i V’Lurd è un po’ cancellare le trasgressioni fatte durante il Carnevale.

Piatto tipicofunghetti di Offida. I forni che preparano questo dolce carnevalesco offidano sono oramai soltanto 2, anche perché la preparazione è tanto lunga quanto semplici sono gli ingredienti: farina, zucchero e semi d’anice. Immancabili, poi, le castagnole, i ravioli e le frappe, tutte e tre fritti e solo i ravioli ripieni di cioccolata, crema o crema di castagne (in alcune zone si consumano anche salate e con ripieno di gallina).

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Ambra Del Moro
Ambra Del Moro is responsible for FoodiesTrip LLC's International Press Office. She earned a master's degree in Modern Languages and International Communication. After university she moves abroad and she gains experience in communication working for The Walt Disney Company.