sabato, giugno 23, 2018
Foodies Legends

IL PROIBIZIONISMO: COME LA STORIA CAMBIA LE NOSTRE ABITUDINI

Parliamo di: Al Capone, borsalino, parti negli speakeasy, party negli speakeasy, Prohibition Party, speakeasy senza prohibition, mitragliatori Thompson, “chiaro di luna”, finger food, Rockefeller, lotta di classe, assalti ai treni. Parliamo di Proibizionismo

I quartieri umili presto apparterranno al passato. Le prigioni e i riformatori resteranno vuoti. Tutti gli uomini cammineranno di nuovo eretti, tutte le donne sorrideranno e tutti i bambini rideranno. Le porte dell’inferno si sono chiuse per sempre“. Andrew Volstead.

Andrew Volstead, senatore degli Stati Uniti, aveva appena bandito l’alcol dal territorio del suo paese tramite la legge che porta il suo nome. A sentire lui, aveva bandito il male dalla Terra (e curato la cifosi maschile).

Il Volstead Act e il XVIII Emendamento entrarono in vigore il 16 gennaio 1920. Alle 00.45 del 15 gennaio, un gruppo armato aveva già assalito un treno per rapinare il suo carico di whisky. Probabilmente, quella notte, qualche dubbio assalì il senatore Andrew Volstead.

La spinta che portò ai tredici anni di proibizionismo (in alcuni stati il provvedimento durò più a lungo) venne dalle Società di Temperanza, la prima delle quali nacque in una comune agricola nel 1789.

Le società di temperanza erano gruppi religiosi e/o politici caratterizzate da un forte moralismo e da posizioni fondamentaliste. I nomi di alcuni di esse sono esemplificativi: Woman’s Christian Temperance Union, Anti-Saloon League, Daughters of Temperance, Prohibition Party e New York Society for the Suppression of Vice.

Molte di queste leghe erano principalmente composte da donne, che risultavano essere le maggiori vittime della cronica ubriachezza di padri, figli e fratelli.

L’alcol di fatto era una tremenda piaga sociale tra fine ‘800 e inizi ‘900, ed era legato a criminalità e violenza, soprattutto nei quartieri poveri delle città.

Dai sobborghi cittadini provenivano anche le masse operaie impiegate nelle industrie, e magnati come Ford, Rockefeller e Joy furono tra i principali finanziatori delle società di temperanza (soprattutto dell’Anti-Saloon League). L’interesse dei tycoon non era filantropico: eliminando l’alcol credevano di limitare l’assenteismo e spingere le classi basse a consumare beni che non fossero birra e gin.

Le speranze dei Rockefeller e dei Volstead vennero presto deluse, e il proibizionismo anticipò tutti i sintomi che nella contemporaneità sono riscontrabili nel traffico di droga: la qualità degli alcolici crollò fino a provocare avvelenamenti, i prezzi nel mercato nero lievitarono e i guadagni finirono tutti nelle tasche dei cartelli malavitosi, la cui violenza portò all’aumento dei fatti di sangue.

Dunque, finora abbiamo parlato di: Rockefeller, assalti ai treni, lotta di classe e “Partito della Proibizione”. Per il resto dei cocktail anni ’20 rimanete con noi!

 

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Pierluigi Capriotti
Mi chiamo Pierluigi Capriotti per la precisione. Nonostante una laurea in architettura faccio il giornalista. Scrivo sull’onda di monomanie transitorie e di altre croniche come la lettura, il futbol, i viaggi e il cibo. Quando scrivo faccio molti incisi – perché mi sembra sempre che ci sia da dire di più. Perché negli incisi infilo le mie passioni. In modo che siano sotto gli occhi di tutti ma da scorrere con discreta disinvoltura. Non ho mai tenuto in grande considerazione la saggezza. E, graziaddio, questo mi ha permesso di partire, con un matematico spiritualcreativo, un ingegnere informatico che suona il tema di Star Wars con le palette del caffè e un businessnerd a bordo di Foodiestrip. Con biglietto di sola andata. Senza ipotesi di ritorno.