giovedì, novembre 15, 2018
Foodies Legends

IL VERO SEGRETO DEI TEMPLARI

Tesori, incantesimi, elisir di lunga vita? Niente di tutto questo: il vero segreto dei templari era l’alimentazione

Filippo il Bello osserva il rogo dei templari

13 ottobre 1307

La Francia brulica di gendarmi in cerca di templari, appena dichiarati fuorilegge da Filippo il Bello. Quella del 13 ottobre è una notte sanguinolenta, nella quale sono pochi i templari a cercare scampo: la leggenda vuole che facendosi arrestare diedero modo a una manciata di confratelli di nascondere e portar via il tesoro dell’Ordine.

Ed è proprio per mettere le mani su quel tesoro che il Re di Francia fa perseguitare tutti i monaci guerrieri, ormai appartenenti a quello che non è più un ordine monastico ma una vera e propria potenza socioeconomica.

Anno Domini 1321 d. C.

Davanti all’inquisitore di Francia Guglielmo Imbert che ne aveva ordinato l’arresto 14 anni prima sfilano 314 templari. Gli sgherri di Filippo Il Bello sbarrano gli occhi:                                                                                                                     si trovano di fronte a una coorte di vegliardi.

Il processo ai Templari è passato alla storia per le leggende che ha nutrito nei secoli, dovute a confessioni estorte con la tortura, particolari scabrosi, tesori nascosti e teorie del complotto.

L’Osculum infame: il saluto delle streghe a Satana di cui furono accusati anche i templari

Ma chi realmente ha studiato le carte del processo ha notato una particolarità: in media, ogni templare viveva 40 anni più dei coetanei.

Perché?

Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro dell’Ordine in un dipinto del ‘500

Al di là di chi ha spiegato una simile longevità con rituali magici ed elisir di lunga vita, gli studiosi hanno riscontrato nell’alimentazione il segreto del Gran Maestro Jacques de Molay, che al momento dell’esecuzione aveva già tagliato il traguardo dei 67 anni. Un’età da Matusalemme se si considera che nel ‘300 l’aspettativa di vita oscillava tra i 25 e i 40 anni.

Lo studio condotto da Francesco Franceschi, Roberto Bernabei, Giovanni Gasbarrini e Peter Malfertheiner,‘La dieta di Cavalieri Templari: il loro segreto di longevità?’, pubblicata su ‘Digestive and Liver Disease’, ha dimostrato che nell’Ordine, l’attenzione nei confronti dei dettami di Bernardo di Chiaravalle manteneva in salute i monaci-guerrieri e ne evitava le malattie degli aristocratici.

Fino al ‘700, infatti, i nobili e le principali corti europee erano afflitte da gotta, diabete mellito e obesità. Ancora Luigi XIV, ad appena 37 anni, non aveva quasi più denti e soffriva fortemente di problemi alle gambe. Lo stesso capitava alla sua amante, Madame de Montespan.

Nel medioevo e fino alla caduta dell’Ancient Regime la vita media di un nobile era anche più breve di quella di un contadino a causa di una dieta troppo ricca di carni rosse, cibi grassi, alcool e cacciagione. Inoltre, non era raro che si intossicassero con le guarnizioni e le farciture che rendevano “artificiose” le preparazioni (nel Medioevo e fino al ‘500, particolarmente apprezzate erano quelle portate che riproducevano le sembianze dell’animale da vivo).

I templari, invece, seguivano le norme di Bernardo di Chiaravalle. Una delle regole che i monaci-guerrieri dovevano rispettare, la X, recitava: “Tre volte a settimana vi sia sufficiente di rifocillarvi di carne, a meno che non cada il giorno di Natale, di Pasqua, la festa di Santa Maria e di Tutti i Santi, perché il troppo mangiar carne guasta la salute del corpo”.

Il ricco banchetto templare in un dipinto di propaganda contro l’Ordine

La XV, poi, stabiliva che la decima parte della loro razione giornaliera di pane fosse data in elemosina, mentre anche nel bere i templari dovevano essere morigerati.

In più, facevano largo uso di legumi (i più potenti prebiotici presenti in natura), molluschi e frutti di mare (da cui assimilavano l’Omega 3) e furono tra i primi ad allevare pesce. Anche questo avvenne in risposta al divieto di cacciare selvaggina, prima causa di gotta assieme all’alcool.

Un’altra curiosità:  i monaci evitavano di mangiare il maiale, soprattutto quando si trovavano in Terrasanta, proprio per evitare ulteriori attriti con gli ‘infedeli’.

I templari, infine, non sottovalutavano neppure l’igiene e si lavavano prima di maneggiare il cibo (ai confratelli di ritorno dal lavoro era proibito toccare le pietanze o passare dalle cucine).

Dunque, niente incantesimi, rituali o patti con Dio: il vero segreto dei templari era quello che si svelava tutti i giorni davanti a una tavola imbandita.

This post is also available in: English (Inglese)

Alessio Poliandri
Mi chiamo Alessio Poliandri. E sono un informatico. Oltre che “business brother” di Fabrizio Doremi con cui oltre all’anno di nascita, condivido la fondazione di Wiloca, quella di Foodiestrip e tutta una serie di passioni che solo noi nerd possiamo capire. Ad esempio il tema di Star Wars. Per voi è una colonna sonora. Per noi è un inno. Con un rituale di iniziazione all’interno.