lunedì, agosto 20, 2018
Foodies Legends

ZUCO PADELLA: LA LOTTA DI CLASSE A COLPI DI PESCHE

Pesche, ciliegie e lotta al privilegio: dall'alimentazione come segno di classe distintivo alla fusione della tradizione contadina con quella dell'alta cucina

Provincia italiana, anni ’30 del ‘900. In fondo al campo, addossato a un recinto, c’è un ciliegio. In casa, tra nonni, figli, nipoti, zie e zii, vivono in 30. Mezzadri. Socialisti in ritirata gli uomini, b’zzocche le donne. Famiglia patriarcale. Tutte le mattine, il capofamiglia Isè, inforca la bici e s’impolvera per una ventina di km per portare un pollo o le uova fresche a lu patrò. Abile politico Isè… D’altronde, da quando in Italia è arrivato LUI e la politica «NON SI FA, SI SBRIGA», è bene tenersi buoni i padroni di giorno e tagliar le viti dei fascisti di notte.

In fondo al campo c’è un ciliegio, dicevamo. Le ciliegie sono caramelle, e il sogno dei piccoli di casa è arrampicarsi su per i rami e mangiarne fino a esplodere. Ma intorno al ciliegio c’è una rete: lassù non si sale, perché quello è un ciliegio politicamente coinvolto nella lotta di classe. È il ciliegio de “la Marchesa”.

Foto tratta da Euganeamente

È singolare come dalle storie narrate in un libro come quello del Prof. Massimo Montanari si ripeschino esperienze vicine. Isè era il mio bisnonno, e il bambino che non poteva mangiare le ciliegie mio nonno Gigg’.


Dalle ciliegie alle pesche: Zuco Padella nelle Porretane di Sabadino degli Arienti (Bologna, 1445 circa – Bologna, 1510). Ascolto consigliato: Peaches en Regalia – Frank Zappa

Messer Lippo Ghisilieri ha un giardino bellissimo, ricco di frutti «e specialmente de bellissime persiche». Messer Lippo, a protezione del frutteto, ha posto siepi e fossati: le pesche non sono roba da cuntadén. Ogni notte, però, uno di questi bifolchi, Zuco Padella, si fa un varco nella siepe, si graffia, sdrucisce la capparella e vendica le vittime del privilegio: ruba e porta con sé pesche a volontà. Zuco non ha fame, il suo è un metodo di lotta.

Messer Lippo, però, si stanca presto e per ristabilire l’ordine dissemina di chiodi il giardino. Nottetempo, quando Zuco puntuale si presenta, riesce appena a fare due passi prima che «li venne posto il dito grosso del piede sopra uno de questi chiodi». La ferita nobilita il guerriero, e la notte appresso Zuco riprende la lotta: ai piedi si mette dei trampoli rinforzati da «ferri di asino», in modo da non forarsi «e che paresse fusse uno asino che mangiasse le persiche».

Pieter Bruegel il Vecchio "Proverbi fiamminghi"
Pieter Bruegel il Vecchio “Proverbi fiamminghi”

Lo stratagemma funziona, ma un cuntadén è un cuntadén e un Sgnåur è un Sgnåur. Non si è mai visto che uno della schiatta di Messer Lippo finisca buggerato da un bifolco qualunque. A notte, è Ghisilieri a muoversi, facendo preparare una lupara (una fossa utilizzata per catturare i lupi) intorno all’unico pesco lasciato intatto dai suoi servitori.

Messer Lippo, dopo 3 notti di guardia solitaria, vede un gigante zuccherato dalla luna: è Zuco, che nonostante i trampoli e i ferri d’asino finisce dritto nella buca: «Villano latrone che tu sei! Che te vegna mille cacasangui!», gli vomita addosso Ghisilieri, che poi lo ammonisce: «Un’ altra volta lascia stare le fructe de li miei pari e mangia de le tue, che sono le rape, gli agli, porri, cipolle e le scalogne col pan di sorgo».


Alla fine, Zuco Padella la fa franca malgrado gli improperi, e alla lunga l’ha avuta anche vinta. Se, infatti, i privilegi sociali hanno mutato forma e non si misurano più con le pesche, la cucina dei Sgnåur (l’alta cucina) si è appropriata da tempo delle “rape, degli agli, dei porri, delle cipolle e delle scalogne”.

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Pierluigi Capriotti
Mi chiamo Pierluigi Capriotti per la precisione. Nonostante una laurea in architettura faccio il giornalista. Scrivo sull’onda di monomanie transitorie e di altre croniche come la lettura, il futbol, i viaggi e il cibo. Quando scrivo faccio molti incisi – perché mi sembra sempre che ci sia da dire di più. Perché negli incisi infilo le mie passioni. In modo che siano sotto gli occhi di tutti ma da scorrere con discreta disinvoltura. Non ho mai tenuto in grande considerazione la saggezza. E, graziaddio, questo mi ha permesso di partire, con un matematico spiritualcreativo, un ingegnere informatico che suona il tema di Star Wars con le palette del caffè e un businessnerd a bordo di Foodiestrip. Con biglietto di sola andata. Senza ipotesi di ritorno.