PANE E DOLCI FATTI IN CASA: OCCHIO A NON FARSI DEL MALE - Foodiestrip.blog
sabato, Agosto 15, 2020
PANE E DOLCI FATTI IN CASA: OCCHIO A NON FARSI DEL MALE
Cibo e salute

PANE E DOLCI FATTI IN CASA: OCCHIO A NON FARSI DEL MALE

Con l'emergenza Coronavirus nei supermercati non si trova più il lievito e molti lo razionano. Tutti si sono messi a fare pane, pizza e dolci in casa. Ma occhio a come li fate: i consigli dell'esperta

Non so nel vostro supermercato, ma in quello più vicino a chi scrive è inutile cercare il lievito di birra (ad esempio) nel bancone frigo. Semplicemente non c’è, non lo si trova. Si deve chiedere al banco dei salumi e formaggi e gli inservienti ve ne daranno 50 grammi per famiglia.

Insomma, tutti si sono messi a fare pane e dolci in casa. Ma in un articolo apparso sul Corriere della Sera – Salute (edizione di ieri, pezzo a firma di Daniela Natali), Marina Carcea ci spiega come fare pane e dolci, e che errori evitare. Carcea è dirigente tecnologo al Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione del Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.

Consiglio 1: mescolare farine diverse

Mescolare farine di diverso tipo dà al pane un profumo e un sapore diversi dal solito e ogni farina ha pregi e caratteristiche differenti. Ad esempio, i legumi sono «ricchi di proteine e il nostro pane, se li utilizziamo, diventa più proteico. Le farine integrali e di grano saraceno – prosegue Carcea – contengono più fibre. Quelle di riso, di mais e di fecola di patate sono prive di glutine e hanno molto amido, attenzione però: se si è celiaci a non mescolarle con altre».

I diversi tipi di farine, poi, garantiscono sempre differenti contenuti dal punto di vista delle vitamine, dei minerali e delle sostanze bioattive. Provate a mescolare alla normale farina (la classica ‘0’ o ’00’) farine ottenute da frutta secca oleaginosa, come mandorle, noci, nocciole. Sono farine molto energetiche e povere di colesterolo. Con l’ulteriore aggiunta di uva passa (ricchissima di polifenoli) e di un po’ di zucchero avrete ottenuto un ottimo dolce pasquale, quasi una colomba.

Consiglio 2: il lievito

Il lievito dura poco meno di un mese e poi dovrete buttarlo. Si può acquistare, però, quello disidratato, che si può trovare anche online. Quest’ultimo dura diversi mesi. Con farina e lievito a disposizione, poi, basta impastare, direttamente a mano. Si lascia lievitare il tutto e si inforna a 180-200 °C per circa 30-45 minuti. Il tempo di cottura dipenderà dalle dimensioni della pagnotta.

Consiglio 3: la cottura

Il principale ostacolo, inizialmente, sarà legato alla cottura. Il consiglio di Carcea è di iniziare con piccole pagnotte per evitare che il pane si cuocia troppo o troppo poco. Un pane troppo cotto, infatti, espone al rischio cancerogeno dovuto alla creazione di acrilamide, mentre uno poco cotto è difficilmente digeribile poiché gli enzimi digestivi non potrebbero aggredire l’amido.

Consiglio 4: il pane sarà buonissimo, ma non esagerate

Quanto pane possiamo mangiare senza patemi? Sarà bene non superare i 150 grammi al giorno. Possibilmente consumatene meno poiché il vostro attuale stile di vita sarà necessariamente sedentario.

Consiglio 5: le torte

Fatto il pane, ecco la torta. Il passaggio sembra inevitabile, soprattutto in un periodo tanto amaro di soddisfazioni d’altro tipo. Naturalmente sarà bene evitare i grassi e gli zuccheri in quantità, ma anche così rimarranno torte. Di conseguenza consumatene principalmente a colazione e usate lo yogurt, che le alleggerisce dal punto di vista calorico e offre probiotici preziosi.

Consiglio 6: le meringhe

Facili da creare, non contengono farina, ma sono fatte con l’uovo e hanno bisogno di molto zucchero. Evitate di esagerare anche qua.

Consiglio 7: restate sul salato, le quiche

Quiche, ossia torte salate. Con la pasta di pane (non la sfoglia o la brisée) puntate su ripieni di verdura «con due o tre uova – dice Marina Carcea – per fare una simil-torta pasqualina. Benissimo anche la pizza o il calzone alla napoletana. E pure la pasta fresca: un piatto di ravioli (circa 120 grammi), seguiti da un’insalata e un frutto, rappresentano un pasto completo e così pure un piatto di tagliatelle fresche (sui 100 grammi) con salsa di pomodori o un ragù, magari di verdura, o un filo d’olio extravergine di oliva al posto del burro. E su tutto una spolverata di formaggio». Voilà, sano e buono!

Commenti

Commenta qui .....

This post is also available in: English (Inglese)

Leave a Response

Barbara Ficetola
Mi chiamo Barbara Ficetola e vissi d’arte. Prima ho frequentato l’Istituto d’Arte, e poi l’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Ah, permettetemi di raccontarvi una leggenda. Immaginate una laureanda alla presentazione della propria tesi. Una commissione immancabilmente distratta, al pari della relatrice di tesi. Poi la ragazza comincia a narrare: parla d’arte, e di come farla percepire ai non vedenti del centro bolognese “Francesco Cavazza”. L’arte visuale per eccellenza da una parte, dall’altra chi non può goderne. Leggenda vuole che i ciechi videro, e la relatrice distratta pianse. Strane storie le leggende. Non hanno futuro. Non hanno passato. Ma lasciano visioni del mondo. La mia visione artistica ora la dedico a Foodiestrip. E, promesso, non mi occupo più né di futuro, né di passato, né di leggende.