COME GUSTARE O DEGUSTARE UN BUON WHISKY - Foodiestrip.blog
venerdì, Luglio 19, 2019
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Guide e Consigli

COME GUSTARE UN BUON WHISKY

Vediamo quali sono i passi per degustare e bere un whisky di qualità...

Il whisky è mun distillato principalmente da meditazione. L’immagine comune è quella del barbuto signore di mezza età che, davanti al fuoco, si gusta il suo whisky in poltrona. Si gusta il suo ‘whisky’ o il suo ‘whiskey’? E soprattutto: come lo gusta?

Whisky o whiskey?

I termini sono entrambi corretti. Whisky è la grafia scozzese, utilizzato soprattutto in Gran Bretagna, Canada e Giappone. ‘Whiskey’, invece, viene utilizzato in Irlanda e Stati Uniti. Entrambi derivano dal gaelico “uisge beatha” o “uisquebaugh”: entrambi significano “acqua della vita”.

Come degustare il whisky: la scelta del bicchiere

Per prima cosa, ancor prima di stappare la vostra nuova (e magari prima bottiglia di buon whisky) è bene scegliere il bicchiere giusto. Il bicchiere più amato e utilizzato è il tumbler, un bicchiere piuttosto basso e cilindrico, che può anche avere le classiche lavorazioni ad intaglio. L’importante, naturalmente, è che sia trasparente e non colorato, così da poter procedere all’analisi visivi del liquore. Non mancano, però, le alternative, tra le quali una delle più gettonate è il glencairn, il più famoso tra gli snifter, creato dalla storica azienda scozzese omonima.

La loro forma permette al liquore di concentrarsi sul fondo, mentre le pareti convergenti direzionano l’aroma e i suoi sentori verso il naso (da qui snifter, da ‘sniff’, annusare). Infine, un altro classico bicchiere da whisky è quello a forma di tulipano, il tulip-shaped glass, molto simile a quello utilizzato per il vino.

Una volta scelto il bicchiere, potete passare alla degustazione del vostro buon whisky. Prima di acquistarlo, però, informatevi sulla sua qualità, osservate etichetta e invecchiamento, ricordando che i whisky si dividono in torbati, single malt e blend, da cui poi si diramano le tantissime tipologie (anche basate sui luoghi di produzione).

Primo passo: versare il whisky

Operazione banale. Forse… Di base considerate questo: state degustando. Il buon whisky, dunque, necessita di tempo per essere apprezzato ed è l’attenzione con cui si fanno queste operazioni a generare piacere. In più, immaginate un bicchiere risciacquato male, che abbia tracce di detersivo e il suo odore. Dunque, prima di versare assicuratevi che il bicchiere sia ben pulito e a temperatura ambiente, la stessa del whisky. Subito dopo versate l’ “acqua della vita”. Non avrete bisogno del jigger, basta che consideriate due dita di liquore da versare (due dita poste orizzontalmente; verticalmente se siete Bluto, ossia John Belusci in Animal House)

Secondo passo: cosa aggiungere e cosa non aggiungere al whisky

Avrete visto migliaia di film americani nei quali i protagonisti bevono “whisky on the rocks”. Bè, bere whisky col ghiaccio non è da degustatori e voi dovrete degustare. I cubetti di ghiaccio, infatti, rovinano il sapore annacquando il liquore e raffreddandolo. Di conseguenza, i sentori del whisky si deteriorano e diminuiscono. Dunque, vietato aggiungere ghiaccio.

Ben diverso, invece, è l’utilizzo che si deve fare dell’acqua. Una spruzzata d’acqua aiuta ad aprire il boquet di aromi. Per questo, se capitate in Scozia, vedrete spesso gli scozzesi aggiungere appena un po’ d’acqua a temperatura ambiente.

Una ricerca scientifica, tra l’altro, ha confermato l’efficacia di un’aggiunta d’acqua. I chimici del centro universitario svedese Linneo, Bjorn Karlsson e Ran Friedman, hanno dimostrato che l’acqua fa salire in superficie uno dei componenti decisivi del whisky, il guaiacol, abbassando in contemporanea il livello di etanolo, cosa che fa emergere i sentori speziati, affumicati e aromatici del liquore.

Terzo passo: valutare il colore del whisky

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Per quanto riguarda il colore, essendo dei neofiti, vi basterà tenere a mente che un whisky scurisce sempre di più con l’invecchiamento. Un whisky parecchio invecchiato sarà di colore brunito, mentre uno che dà sul violaceo è stato probabilmente invecchiato in botti di sherry o porto.

Naturalmente, ci sono delle eccezioni: alcuni whisky vengono invecchiati in botti usate più volte per il bourbon, per cui mantengono un colore chiaro.

Perché whisky economici come il Jack Daniels sono così scuri? Perché sono aggiunti di caramello.

Quarto passo: valutare l’odore del whisky

Portate il bicchiere al naso e annusate rapidamente. Non tenetelo vicino troppo a lungo, poiché la forza dell’alcol annullerebbe le vostre sensazioni olfattive. Provate a riconoscere i vari profumi e cercate di riconoscerli. Prendetelo come un gioco, magari sapendo quali sono i sentori più comuni:

  • Vaniglia, caramello e toffee sono i più classici
  • L’affumicato, dovuto all’uso della torba nei famosi whisky della regione di Islay
  • Lo speziato
  • Il floreale e l’agrumato

Inoltre, l’odore cambia profondamente tra un whisky aggiunto di un goccio d’acqua e uno liscio. Un po’ d’acqua modificherà il profumo e aprirà il bouquet olfattivo.

Quinto passo: l’assaggio

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Prima di assaggiare, fate riposare per qualche minuto il vostro whisky (qualcuno lo lascia in attesa nel bicchiere per quasi mezzora, osservando nel frattempo il cambiamento di colore e odori) così da fare evaporare un po’ di alcol. Subito dopo, annusate e assaggiate. Fate piccoli sorsi ed il primo fatelo facendo passare il liquore sulla lingua, così da attivare tutti i recettori presenti. Subito dopo fate riposare la lingua e, sempre a piccoli sorsi, assaporate nuovamente concentrandovi sui sapori: l’agrumato, lo speziato, l’affumicato, il salmastro ecc.

Ogni, tanto, bevete un sorso d’acqua fredda. Già, stavolta l’acqua non solo è utile ma è fondamentale. L’alcol, infatti, anestetizza il palato a lungo andare, per cui un po’ di acqua fredda vi permetterà di riazzerare il palato e tornare a percepire i sapori.

Infine, una volta deglutito, poniti queste 3 domande:

  • Che sapore aveva il whisky quando lo tenevo in bocca?
  • E quando ho deglutito?
  • I sapori sono cambiati?
  • Quali erano?

Fase conclusiva: abbinamenti e giorno dopo

Da anni, al Nord Europa il whisky si beve pasteggiando. Oggi, la tendenza di abbinare cibo al whisky sta arrivando anche in Italia. In un buon bar, inoltre, potrebbe capitarvi di avere in accompagnamento del buon cioccolato, magari fondente, da alternare ai sorsi. L’abbinamento cioccolato-whisky è perfetto e i due sapori si sintetizzano alla perfezione. In alternativa, si possono usare anche dei buoni formaggi, magari un podolico o un pecorino per i sapori più forti. Naturalmente dovrete provare per testare ciò che più apprezzate.

Una volta terminata la vostra – lenta – degustazione, lasciate il bicchiere senza lavarlo e riprendetelo il giorno appresso: un buon whisky lascia il suo odore e a distanza di ore l’alcol sarà evaporato, lasciando solo i suoi migliori profumi.

Dunque, queste sono le buone pratiche per assaggiare e degustare un buon whisky. Stiamo parlando del liquore da meditazione per eccellenza, più pieno per profumi delle tante acquaviti prodotte nel mondo. Dunque, non abbiate fretta, rallentate i vostri ritmi e, magari a sera, godetevi le sensazioni del whisky e del vostro corpo.

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Pierluigi Capriotti
Mi chiamo Pierluigi Capriotti per la precisione. Nonostante una laurea in architettura faccio il giornalista. Scrivo sull’onda di monomanie transitorie e di altre croniche come la lettura, il futbol, i viaggi e il cibo. Quando scrivo faccio molti incisi – perché mi sembra sempre che ci sia da dire di più. Perché negli incisi infilo le mie passioni. In modo che siano sotto gli occhi di tutti ma da scorrere con discreta disinvoltura. Non ho mai tenuto in grande considerazione la saggezza. E, graziaddio, questo mi ha permesso di partire, con un matematico spiritualcreativo, un ingegnere informatico che suona il tema di Star Wars con le palette del caffè e un businessnerd a bordo di Foodiestrip. Con biglietto di sola andata. Senza ipotesi di ritorno.