L’8 MARZO: IDEE PER CELEBRARE LA FESTA DELLA DONNA - Foodiestrip.blog
domenica, Settembre 15, 2019
Festa delle donne
Guide e Consigli

L’8 MARZO: IDEE PER CELEBRARE LA FESTA DELLA DONNA

Cosa fare per la Giornata Mondiale della Donna? Per comprendere come è bene festeggiare l’8 marzo (al ristorante o meno) è importante conoscere la storia della Festa delle Donne. Nel 2019, poi, il weekend lungo offre più di una semplice mangiata

L’8 marzo è una data importante e andrebbe omaggiata soprattutto per quello che rappresenta. È anche un giorno della memoria, che nulla a che fare con incendi e imprenditori-mostri. Oggi, alla luce del consumismo imperante, l’8 marzo si traduce troppo spesso in una sfilata di cafoneria, con donne agghindate come drag queen, infoiate di fronte al maschietto palestrato in perizoma. E poi, donne in paillettes e scollature vertiginose quando a casa hanno figli trentenni; donne che ballano sui tavoli e vecchie maliarde che sbavano e piluccano trovando sensuale il body eating.

Se alle fondatrici del movimento aveste dipinto una serata simile, loro ti avrebbero risposto che sì, queste cose capitano, ma nei bordelli per borghesi, di quelli sapientemente gestiti dalla Cathy Ames di Steinbeck.

La nascita dell’8 marzo: la leggenda del rogo Cotton

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L’8 marzo, creazione di Freddy Agurto Parra

La leggenda che vuole un incendio come fattore scatenante della Giornata Mondiale della Donna è, appunto, una leggenda. È una storia creata dagli USA maccartisti per eliminare la radice socialista della festa. Secondo questa fake news ante-litteram, la Giornata Internazionale della Donna sarebbe nata in onore di 123 donne morte nel rogo di una fantomatica azienda ‘Cotton’ (mai esistita) nel 1908. La storia fu accredita nel secondo dopoguerra statunitense proprio per combattere il “pericolo rosso” e faceva parte della paranoica propaganda anti-comunista del tempo. La leggenda, comunque, trae origine da un fatto realmente  accaduto nella grande Mela nel 1908, quando 146 persone (in maggioranza emigrati italiani ed ebrei) morirono nell’incendio della fabbrica Triangle. L’evento favorì la stesura di nuove regole in materia di sicurezza sul lavoro, ma di certo non ebbe nulla a che fare con il movimento femminile che aveva preso le mosse in Gran Bretagna qualche anno prima.

La vera nascita della Festa Internazionale della Donna

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La festa delle donne socialiste promossa da Clara Zetkin. Nel 1914 cadde esattamente l’8 marzo

La Festa della Donna ha matrici socialiste. Tra le prime promotrici ci furono Rosa Luxemburg e Clara Zetkin, due donne rivoluzionarie che anticiparono di gran lunga il movimento femminista al pari di Emma Goldman, anarchica russo-lituania trasferitasi negli Stati Uniti nel 1884 (lei aveva 15 anni). Proprio negli USA, il Partito Socialista Americano dispose che si manifestasse in favore del diritto di voto alle donne nell’ultima domenica di febbraio (era il 1909). In Europa, cortei, convegni ed eventi simili furono fissati per il 19 marzo perché, secondo la rivoluzionaria russa Alexandra Kollontaj (prima donna ministro della Storia), la data ricordava i morti tedeschi del 1848.

Di conseguenza, i primi giorni di marzo divennero le date ufficiali dell’evento in Europa, anche se la festa non si teneva tutti gli anni. L’8 marzo, inoltre, divenne la data di riferimento mondiale solo a partire dal 1917. Quel giorno, le donne avrebbero cambiato il corso della Storia.

L’8 marzo 1917: le donne cambiano il mondo per sempre

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Un corteo di donne a New York nel 1912. Chiedevano il voto per le donne

Pietrogrado, Russia, 23 febbraio del 1917 (secondo il calendario giuliano, che corrisponde all’8 marzo di quello gregoriano in uso in Occidente)

Le donne, stufe di stare in fila per ore nel gelo e con il rischio di non riuscire neppure a prendere il pane del razionamento, decisero di unirsi ai mariti che avevano incrociato le braccia nelle industrie Putilov. Anzi, furono i mariti ad unirsi alle donne nella protesta per il pane e la pace. Dalle vie di Pietrogrado (la città fu ribattezzata così negli anni della Prima Guerra Mondiale poichè San Pietroburgo era un nome troppo tedesco) le massaie si riversarono sulla Prospettiva Nevskij e raggiusero il Palazzo d’Inverno. Dalle finestre della reggia, la zarina Alessandra vide la scena e annotò sul suo diario: «Ragazzine che corrono e urlano di non avere pane, solo per incitare gli altri, se il tempo fosse stato più freddo sarebbero rimaste a casa». Ma quell’8 marzo le donne non erano rimaste a casa e i cosacchi, chiamati per reprimere la rivolta, non se l’erano sentita di sparare «contro le loro madri e sorelle». Fu l’inizio del “Glorioso Febbraio” (per noi marzo, sempre per questioni di calendario) che portarono al crollo dello zarismo e al voto delle donne, ottenuto 4 giorni dopo l’abdicazione di Nicola II (la Russia del Governo Provvisorio fu il secondo paese europeo della Storia a concedere il voto al sesso femminile dopo l’allora Granducato di Finlandia; i sovietici lo confermarono nel 1918).

Nel ’21, infine, la “Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste” scelse l’8 marzo per festeggiare la «Giornata internazionale dell’operaia».

L’8 marzo oggi. Festeggiarlo perbene

Dunque, la storia dell’8 marzo è storia di rivendicazioni sociali, storia di diritti inseguiti e ottenuti, storia di vittorie e sconfitte. Appartiene a tutte le donne, di qualsiasi provenienza e credo politico/religioso. È una giornata che chiama alla parità dei sessi e dei diritti, per cui non deve essere sperperata in garruli strip-tease. Perché? Per onorare chi, lottando per i diritti in rosa, ha perso la vita e ce li ha donati permettendoci di goderne tutt’oggi. E perché, molto più semplicemente, noi donne siamo più intelligenti di così.

Dunque, come passare questa giornata in compagnia delle nostre amiche? Ecco qualche buona idea, che faccia del bene al nostro spirito e al nostro stomaco.

Cosa fare l’8 marzo 2019 (e in quelli futuri)

Cominciamo col dire che quest’anno l’8 marzo cade di venerdì, a cavallo di un periodo in cui i musei italiani sono aperti e gratuiti (dal 5 al 10 marzo). Dunque, programmiamo un viaggio o godiamoci un po’ di cultura sfruttando queste aperture straordinarie. In più, si può pensare a un weekend in rosa, da dividere tra esperienze costruttive, solidali e gastronomiche.

Il giorno della Festa della Donna, concentratevi su di voi e dopo un pomeriggio al museo, proseguite la giornata con una buona cena. Poi cinema o, meglio ancora, una conferenza sui diritti: d’altronde, se stasera alcune vostre amiche sono allo strip, molte altre donne combattono ancora per la loro dignità in tutto il mondo. Inoltre, non dimenticate che il tema del femminicidio è cogente: in Italia, nel 2018, sono morte 94 donne per mano di mariti e fidanzati, una ogni 72 ore. Quindi, sì, divertitevi ma non dimenticate di dedicare qualche ora di questo fine settimana – o della giornata dell’8 – a qualcosa di costruttivo. Inoltre, non sottovalutate lo sport, soprattutto se adrenalinico: ultimamente va molto il rafting…

Per quanto riguarda i problemi di forchetta, invece, ecco qualche buona idea per passare la serata della Festa della Donna.

1. Una cena in rosa

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Andrea Commodi (Firenze, 1560 – Roma, 1638) “Ragazza in cucina”

Rispetto agli uomini, sono ancora poche le chef donne di alto livello. Dunque, sostenetele e regalatevi una cena tra amiche in uno di questi templi della gastronomia al femminile. In Italia, non sono numerosissime le cuoche d’alta cucina. Ve ne diciamo qualcuna, nel caso voleste andare a provare le loro creazioni.

Le più celebri sono di certo Antonia Klugmann e Cristina Bowerman, chef entrambe stellate, la prima dal look austero e la seconda dal crine rosato. Le due chef si sono succedute sul trono di ‘MasterChef’ e Klugmann ha il suo gineceo a Vencò, in provincia di Gorizia (L’Argine), mentre Bowerman cura la cucina del locale romano Glass Hostaria.

Le altre chef d’alto livello italiane sono Nadia Santini, miglior chef del mondo 2013 e 3 Stelle Michelin del Ristorante ‘Al Pescatore’; Luisa Marelli Varazza di “Al Sorriso” (Soriso, Novara), 1 Stella Michelin; Valeria Piccini del ristorante “Da Caino” (Montemarano, Grosseto), 2 Stelle Michelin; Teresa Galeone Buongiorno dell’ “Osteria Già Sotto l’Arco” (Carovigno, Brindisi), 1 Stella Michelin; Bruna Cane de “I Caffi”, Acqui Terme, 1 Stella Michelin; Marianna Vitale di “Sud”, Quarto (Napoli), 1 Stella Michelin; Caterina Ceraudo del “Dattilo”(Strongoli, KR), 1 Stella Michelin; Aurora Mazzucchelli del “Marconi”, Sasso Marconi (BO), 1 Stella Michelin; Martina Caruso di “Signum” (Isola di Salina), 1 Stella Michelin.

2. Una cena in home restaurant

L’home restaurant ha subito una frenata dopo l’exploit del 2015. Si tratta di un modo nuovo di fare ristorazione, regolamentato a partire dal 2017 (non senza plemiche). L’home restaurant rimane, però, una buona idea per il vostro 8 marzo. Di cosa si tratta? Semplice: qualcuno mette a disposizione la sua casa e cucina ciò che vuole, ospitandovi per la cena. Non ci sono menu ma l’atmosfera è molto stimolante, adatta a chi è socievole, ha voglia di fare nuove conoscenze e vivere un’esperienza sui generis. Magari, informatevi su quegli home restaurant (naturalmente stiamo parlando di quelli in regola) che sono gestiti da donne.

3. Una cena solidale

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Approfittate della Festa della Donna per mangiare e fare del bene. Ci sono tante iniziative in questi giorni e scegliete quella che più vi aggrada. Un consiglio può essere quello di sostenere strutture come quella che si trova nel Piceno, la Locanda del Terzo Settore – Centrimetro Zero. Di cosa si tratta? Di un locale gestito da ragazzi down e con disabilità, che pure sono riusciti a entrare nella guida 2019 di Slow Food. Un vero capolavoro per questi ragazzi, lo chef Paolo Fusco e il gestore che stanno mandando avanti l’attività e raccogliendo grosse soddisfazioni (Gambero Rosso Tv ha dedicato una puntata a loto) e vari premi. Di strutture simili ce ne sono altre in Italia e l’8 marzo può essere una festività adatta per sperimentarli. Inoltre, non mancano iniziative benefiche con cene i cui ricavati saranno devoluti a Onlus e organizzazioni come Amnesty International.

4. Chilometro Zero, Cruelty Free e Shabby Chic

Infine, una cena adatta a voi e alle vostre amiche può essere quella che si gode nei locali in cui si servono menu a Km 0, attenti alla qualità dei prodotti e alla salubrità dell’ambiente. E poi, occhio ai locali Cruelty free, perchè la Festa della Donna può essere il momento giusto per scoprire la cultura veg o vegetariana, magari facendo felice la vostra amica che ha già fatto il grande passo. Infine, per chi vuole godere di un’estetica molto femminile senza pensare all’etica, non mancano i ristoranti in stile Shabby Chic.

Quello che importa, però, è che vi godiate la Festa delle Donne: per farlo basta stare tra amiche, magari davanti a un bel piatto casereccio fatto da una delle signore che, da anni, hanno tramandato la grande tradizione culinaria italiana. Senza fronzoli, senza eccessi. Per essere donne e rivoluzionarie, infatti, basta essere intelligentemente femminili.

 

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Barbara Ficetola
Mi chiamo Barbara Ficetola e vissi d’arte. Prima ho frequentato l’Istituto d’Arte, e poi l’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Ah, permettetemi di raccontarvi una leggenda. Immaginate una laureanda alla presentazione della propria tesi. Una commissione immancabilmente distratta, al pari della relatrice di tesi. Poi la ragazza comincia a narrare: parla d’arte, e di come farla percepire ai non vedenti del centro bolognese “Francesco Cavazza”. L’arte visuale per eccellenza da una parte, dall’altra chi non può goderne. Leggenda vuole che i ciechi videro, e la relatrice distratta pianse. Strane storie le leggende. Non hanno futuro. Non hanno passato. Ma lasciano visioni del mondo. La mia visione artistica ora la dedico a Foodiestrip. E, promesso, non mi occupo più né di futuro, né di passato, né di leggende.