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mercoledì, Settembre 30, 2020
POSTI SINCERI: SALVARE I LOCALI CON INSTAGRAM
Food InfluencerTendenze

POSTI SINCERI: SALVARE I LOCALI CON INSTAGRAM

La crisi Coronavirus ha accentuato i problemi di quei locali, bar o ristoranti, che non sono chic e non vogliono esserlo. È nata così Posti Sinceri, una pagina Instagram che aiuta a sopravvivere le attività per nulla “instagrammabili”

Tavolini in pvc che scimmiottano il marmo, un bancone in legno da riverniciare, manifesti di vecchie pubblicità alle pareti, un biliardo affumicato. È il bar dell’angolo, quello che ci ha ospitato almeno una volta nella vita. Ce ne sono dappertutto in Italia e l’emergenza Coronavirus rischia di farli chiudere una volta per sempre.

È per difendere loro e tanti altri locali tipici come latterie, ristoranti, osterie, bocciofile ecc. che è nata “Posti sinceri”, una pagina Instagram animata da un gruppo di ragazzi milanesi.

POSTI SINCERI: SALVARE I LOCALI CON INSTAGRAM
Un “Posto Sincero”, La Basilicata di via Emilio de Marchi 44

«Avevamo voglia di mappare tutti questi posti – trattorie, bocciofile, bar, ristoranti, gelaterie – che già prima frequentavamo. La domanda che ci siamo posti è stata: perché a noi piacciono tanto ma siamo gli unici, o quasi, a conoscerli?». È una delle motivazioni sulla nascita del progetto che gli animatori di Posti Sinceri hanno dato ad Andrea Strafile di Munchies, il quale li ha intervistati guardando un soffitto (nel corso della videochiamata, i ragazzi hanno voluto restare anonimi).

La domanda che si sono posti, però, è retorica: la loro pagina ha ottenuto un grande successo per cui è evidente che i locali ritratti nelle foto non piacciono solo a loro. Non è solo questione di talento fotografico, né gusto per il kitsch. Non è neppure nostalgia: «Il progetto Posti Sinceri – confidano a Munchies – non è nato per un’operazione nostalgia». E gli crediamo. Sta di fatto, però, che sappiamo cosa è diventato: una mappatura dei locali storici milanesi.

Sono locali nati decenni fa, fanno parte del tessuto sociale della città e sono l’unico mezzo di sostentamento per le famiglie che li gestiscono e di cui spesso possiedono anche le mura. Questi due aspetti, tra l’altro, sono il motivo per il quale il lockdown non ha mietuto vittime tra i locali di quartiere. Solo uno dei posti mappati, infatti, ha chiuso definitivamente i battenti, ma è probabile che «non se la passava già bene prima…».

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Bar Arturo, via paruta 8, Milano

Un altro dato emerso dall’impegno dei ragazzi di Posti Sinceri, inoltre, è quello secondo il quale l’emergenza Covid-19 ha spinto gli abitanti a vivere di più il proprio quartieri, permettendo ai “bar all’angolo” milanesi di sopravvivere. Già prima del lockdown questi locali potevano contare su una clientela fissa, alla quale si è poi aggiunta quella dei giovani del luogo.

Proprio per gli stessi motivi, rischiano di più le strutture aperte nel centro di Milano, meno popolato e ad oggi privo di turisti. Ne risulta una maggiore percentuale di attività che hanno deciso di non riaprire: tra loro, paradossalmente, è maggiore il numero di quelli d’alta fascia. Tre le cause principali: pagano affitti molto alti; si trovano generalmente in centro città; se lo possono permettere economicamente. Secondo una ricerca Fipe, il 30% dei bar e dei ristoranti italiani (90mila attività su 300mila) non hanno rialzato la saracinesca.

Naturalmente, ciò non vuol dire che i locali storici e di quartieri periferici siano al sicuro (un’inchiesta del Resto del Carlino, pubblicata il 1° giugno, faceva notare che un locale commerciale su tre è già a rischio chiusura).

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Bar Azzurra, viale Lunigiana 7, Milano

Di conseguenza, Posti Sinceri ha deciso di aiutarli: «Vogliamo sensibilizzare davvero le persone ad andare in questi posti. Dieci euro su Deliveroo per il vostro poké – confidano a Munchies – non cambieranno tanto le sorti della pokeria, in cui spesso ci sono degli investitori e non vere e proprie famiglie. Quegli stessi dieci euro, però, possono significare molto per i posti sinceri».

Purtroppo, se da un certo punto di vista l’iniziativa e i dati confermano la vigoria e le potenzialità dei locali del territorio (con la possibilità di fare delivery e take away, nonché di rinforzare il rapporto diretto e di interdipendenza con gli abitanti della zona) dall’altra i ragazzi di Posti Sinceri si sono dovuti scontrare con le resistenze dei proprietari nei confronti delle nuove tecnologie: «A volte non capiscono cosa vogliamo da loro. Che il nostro canale potrebbe aiutarli…». Eppure, Posti Sinceri è la dimostrazione di quanto possa fare il digitale per chiunque, anche per quei locali meno fotogenici e non particolarmente curati. Potenzialità, quelle dell’on-line (nello specifico, food marketing), che sono emerse con maggiore forza a causa della crisi Coronavirus.

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Pierluigi Capriotti
Mi chiamo Pierluigi Capriotti per la precisione. Nonostante una laurea in architettura faccio il giornalista. Scrivo sull’onda di monomanie transitorie e di altre croniche come la lettura, il futbol, i viaggi e il cibo. Quando scrivo faccio molti incisi – perché mi sembra sempre che ci sia da dire di più. Perché negli incisi infilo le mie passioni. In modo che siano sotto gli occhi di tutti ma da scorrere con discreta disinvoltura. Non ho mai tenuto in grande considerazione la saggezza. E, graziaddio, questo mi ha permesso di partire, con un matematico spiritualcreativo, un ingegnere informatico che suona il tema di Star Wars con le palette del caffè e un businessnerd a bordo di Foodiestrip. Con biglietto di sola andata. Senza ipotesi di ritorno.