I PIATTI TIPICI DEL FERRAGOSTO ITALIANO - Foodiestrip.blog
mercoledì, Settembre 30, 2020
I PIATTI TIPICI DEL FERRAGOSTO ITALIANO
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I PIATTI TIPICI DEL FERRAGOSTO ITALIANO

Ogni festività, in Italia, ha la sua storia e i suoi piatti. Vediamo assieme quelli del Ferragosto

Il Ferragosto è alle porte e ancor di più quest’anno si sente il bisogno di festeggiare.Che lo facciate in vacanza o siate costretti a restare in città potendovi al massimo concedere solo la gita fuori porta, il pranzo del ferragosto resta un’istituzione, a cui si può rendere omaggio con una capatina al ristorante o pranzando al sacco.

In entrambe i casi, vi serviranno dei consigli sui piatti tipici della tradizione ferragostana. Dunque avventuriamoci tra le regioni dello Stivale, non prima di aver ripercorso la nascita del Ferragosto e la sua evoluzione nella Storia.

Il Ferragosto: la festa

Il Ferragosto nasce come festa nel 18 a.C. come Feriae Augusti, ferie d’Augusto, proprio perché fu l’imperatore romano a istituirla. In quel periodo si teneva il 1° agosto e non il 15, data nella quale fu spostata dalla Chiesa Cattolica per farla combaciare alla festa religiosa dell’Assunzione di Maria.

Quando Augusto l’istituì, l’obiettivo era lo stesso odierno: facilitare il riposo dei lavoratori, e 2000 anni fa il provvedimento si rivolgeva in particolare ai contadini, affiancandosi ai Vinalia Rustica, ai Nemoralia e ai Consualia. Questo era un periodo di riposo e le Feriae Augusti furono pensate, oltre che per glorificare la figura di Augusto, anche per collegare le precedenti tre feste, che celebravano la fine dei maggiori lavori agricoli.

È in questo periodo che nascono tradizioni come le corse con asini, buoi e cavalli. Il Palio di Siena, quello dell’Assunta che si corre il 16 agosto, ne è un esempio che perdura fino a oggi (il legame si ritrova anche nel nome e nel premio visto che “Palio” deriva da “pallium”, un drappo di stoffa che a Siena, come nell’Antica Roma, va in premio al vincitore della corsa).

Le gite fuori porta con annesso pranzo al sacco, infine, nascono in epoca fascista. Soprattutto tra il ’31 e il ’39, infatti, i treni popolari del 13-14 e 15 agosto portarono migliaia di persone a vedere per la prima volta il mare, le città d’arte o le montagne.

Il Ferragosto: i piatti tipici

A Ferragosto, piccioni arrosto

Quella dei piccioni arrosto per Ferragosto è una tradizione che alcuni fanno risalire addirittura a Carlo Magno. Oggi resiste ancora in varie zone d’Italia, tra cui la Toscana, dove il piccione viene riempito di finocchiona, salume tipico arricchito da finocchio selvatico. Spesso, poi, vengono aggiunte salsicce e patate. Più semplice è il piccione arrosto delle Marche, spesso cotto al forno come capita per il pollo, con abbondante olio, sale, aglio e rosmarino.

Il Galluccio pugliese

Si tratta di una tradizione molto importante per la provincia di Foggia e un po’ per tutta la Puglia.

D’altronde, è un piatto che viene da lontano, dalla cultura contadina. È molto importante, ad esempio, la scelta del galletto, che deve essere grande (di almeno 3 kg), allevato a terra e con le zampe nere.

Le versioni più comuni oggi sono quelle al sugo o senza, ma in entrambi i casi il ripieno è lo stesso (con le immancabili varianti che ogni massaia ritiene più opportune).

In linea di principio, il ripieno di galletto è fatto di una frittatina con pecorino, caciocavallo (facoltativo), pane bagnato e strizzato, uva passa, pinoli , pepe e sale. Il preparato va inserito nel galluccio al posto delle interiora, mentre qualcuno soffrigge a parte stomaco e fegato che, da tritati, vengono aggiunti nell’impasto.

Gli zitoni di Ferragosto

Tipici della Campania ma diffusi anche in alcune zone della Calabria, gli zitoni si preparano da tempo immemorabile soprattutto sulla Costiera Amalfitana.

Un tempo si preparavano la domenica con il ragù napoletano, proprio perché necessitavano di una preparazione particolare: i zitoni erano molto più grandi di quelli attualmente in commercio e quindi le mamme li spezzavano per farli entrare nella teglia. La tradizione continua ancora oggi, seppure ci siano formati in vendita adatti agli zitoni di Ferragosto.

Il sugo è quello con pomodoro fresco e secco più i capperi. Come detto, però, non manca chi li preferisce con il classico ragù.

Il Gelo di Muluna

Più leggero, fresco e fatto con la frutta: il gelo di Muluna è il dessert siciliano per eccellenza del Ferragosto.

Occhio, però, il “Muluna” non è il melone, bensì il cocomero.

La preparazione è estremamente semplice: setacciate la polpa dell’anguria e fatela cuocere a fuoco lento con zucchero e farina per poi mettere il preparato in freezer per qualche ora. Alla fine, decorate il tutto con foglie di limoni e fiori di gelsomino. Per gustarlo basta un cucchiaino.

Le margheritine di Stresa

Sono biscotti nati a Stresa in onore della futura Regina Margherita. Ecco così spiegato il nome, ma la storia di questo dolce semplice e fine allo stesso tempo va raccontata.

È il 1857 quando il pasticcere Pietro Antonio Bolongaro, titolare della pasticceria omonima, crea questo pasticcino che poi viene offerto a Margherita quando lei celebra la sua prima comunione. Come è capitato per la più famosa pizza Margherita, il nome e le margheritine hanno successo e si fanno tutt’oggi il 15 agosto, proprio perché quando la regina organizzava il ricevimento di Ferragosto a Casa Savoia ne ordinava sempre parecchie.

Gli ingredienti, lo ribadiamo, sono semplici: tuorlo d’uovo sodo setacciato, burro, farina, fecola, vaniglia e buccia di limone grattuggiata.

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Barbara Ficetola
Mi chiamo Barbara Ficetola e vissi d’arte. Prima ho frequentato l’Istituto d’Arte, e poi l’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Ah, permettetemi di raccontarvi una leggenda. Immaginate una laureanda alla presentazione della propria tesi. Una commissione immancabilmente distratta, al pari della relatrice di tesi. Poi la ragazza comincia a narrare: parla d’arte, e di come farla percepire ai non vedenti del centro bolognese “Francesco Cavazza”. L’arte visuale per eccellenza da una parte, dall’altra chi non può goderne. Leggenda vuole che i ciechi videro, e la relatrice distratta pianse. Strane storie le leggende. Non hanno futuro. Non hanno passato. Ma lasciano visioni del mondo. La mia visione artistica ora la dedico a Foodiestrip. E, promesso, non mi occupo più né di futuro, né di passato, né di leggende.