L'APERITIVO: DA IPPOCRATE ALL'HAPPY HOUR PASSANDO PER CARPANO - Foodiestrip.blog
lunedì, Marzo 25, 2019
Curiosità

L’APERITIVO: DA IPPOCRATE ALL’HAPPY HOUR PASSANDO PER CARPANO

Nel 1786: Maria Antonietta e Luigi XVI avevano la testa sulle spalle. Il Granduca Pietro Leopoldo di Toscana aboliva la tortura e la pena di morte. E Antonio Benedetto Carpano inventava l’aperitivo

Beh, dire che Carpano sia l’inventore dell’aperitivo è azzardato. Di sicuro ha partorito l’aperitivo moderno con il vermouth (o vermut, o vermutte, o vermòt) ma già l’etimologia del termine fa capire un’origine molto anteriore.

Aperitivo deriva dal latino “aperitivus”, il cui significato è “che apre”. Si trattava, infatti, di una bevanda capace di stimolare l’appetito.

Romani la ereditarono dai Greci. Il famoso medico Ippocrate aveva già sperimentato, nel V secolo a.C., una bevanda a base di vino bianco, fiori di dittamo, assenzio e ruta, il cui proposito era quello di curare l’inappetenza.

Il vinum hippocratum attraversò i secoli e nel medioevo gli erboristi (generalmente monaci) compresero che non erano tanto gli ingredienti ad accrescere l’appetito quanto il gusto amaro della bevanda.

Un amaro che permane anche nei moderni cocktail e nell’invenzione settecentesca di Carpano.

Vino bianco, china, artemisia o assenzio (in tedesco l’assenzio maggiore era detto Wermut…), e svariate radici, essenze ed erbe (almeno 30). Questa è la ricetta del vermut di Carpano, che per essere definito tale non deve avere una gradazione alcolica inferiore al 15,5%, e del 18% per i secchi o dry.

Da Torino, dove Carpano viveva e dove la sua bottega fu presto costretta a rimanere aperta 24h su 24, il vermut si diffuse in tutta Italia anche grazie a consumatori d’eccezione quali il re Vittorio Amedeo III, e negli anni del Risorgimento fu molto apprezzato da Vittorio Emanuele IIGiuseppe Garibaldi e il conte Camillo Benso di Cavour.

Nei caffè ottocenteschi di tutta la penisola giunsero anche le produzioni CarpanoCinzanoMartini & Rossi e Gancia, e quest’ultimo fu autorizzato dalla Casa Reale italiana a utilizzare la denominazione “Bianco Gancia, vermouth dell’Aristocrazia e della Regalità”.

In anni più recenti, l’aperitivo italiano (e non solo italiano: il vermut è da sempre molto apprezzato in Francia, Germania e Spagna, mentre assieme al gin era la bevanda preferita di Rockefeller) ha dovuto fronteggiare la moda dell’happy hour, e il vermut ha perso la sua centralità pre-pasto.

A partire dagli anni ’80 la creazione di Carpano difficilmente la si utilizza da sola, ma rimane nella preparazione del Negroni (e anche il quello “sbagliato”, nel quale lo spumante brut prende il posto del gin, e che fu inventato al Bar Basso di Milano negli anni ’50 dal bartender Mirko Stocchetto).

Sempre negli anni ’80, al vermut si cominciò a preferire il Campari e vino, il whiskey con ghiaccio e il Long Island. Dal 1988, poi, cominciarono a diffondersi il Daiquiri, la tequila e il Margarita.

Il rito sociale dell’aperitivo, inoltre, negli ultimi 30 anni ha subito una rapida trasformazione. Dalle osterie e dai caffè è passato in locali dedicati, e da maniera per discorrere è divenuto una consuetudine mondana, meno intima e, in alcuni casi proiettata verso il binge drinking.

Dall’aperitivo, insomma, si è passato all’happy hour…

 

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Pierluigi Capriotti
Mi chiamo Pierluigi Capriotti per la precisione. Nonostante una laurea in architettura faccio il giornalista. Scrivo sull’onda di monomanie transitorie e di altre croniche come la lettura, il futbol, i viaggi e il cibo. Quando scrivo faccio molti incisi – perché mi sembra sempre che ci sia da dire di più. Perché negli incisi infilo le mie passioni. In modo che siano sotto gli occhi di tutti ma da scorrere con discreta disinvoltura. Non ho mai tenuto in grande considerazione la saggezza. E, graziaddio, questo mi ha permesso di partire, con un matematico spiritualcreativo, un ingegnere informatico che suona il tema di Star Wars con le palette del caffè e un businessnerd a bordo di Foodiestrip. Con biglietto di sola andata. Senza ipotesi di ritorno.