STORIA CAVALLERESCA DI MANICHE E MANCE - Foodiestrip.blog
sabato, 22 Febbraio, 2020
STORIA CAVALLERESCA DI MANICHE E MANCE
Food Legends

STORIA CAVALLERESCA DI MANICHE E MANCE

Cos’hanno in comune le espressioni “È un altro paio di maniche” e “Dare la mancia”? Con questo secondo articolo prosegue il viaggio di foodiestrip nel mondo delle mance. La prima regola? Osservare le camicie dei camerieri

Nullo interveniente odio, diceva Ruggero di Hoveden riguardo ai tornei medievali. Non doveva esserci ostilità, dunque, tra i cavalieri impegnati nella giostra, ma è probabile che quella di Ruggero (morto nel 1201) rimase a lungo solo una formula.

Certamente nei tornei interveniva l’amore: quello per la dama, che ricambiava le gesta e le attenzioni dei giostranti donando la manica del vestito come portafortuna.

Nel medioevo, infatti, le maniche delle camicie erano sfilabili e intercambiabili (ancora negli anni ’50 del Novecento gli impiegati utilizzavano dei copri-manica per evitare che i polsini si rovinassero).

Da qui nacque l’espressione “È un altro paio di maniche” e, dal gesto delle dame, quella del “Dare la mancia”. In francese, infatti, manica si dice manche.

In seguito, fino al 1700, la servitù degli aristocratici non percepiva salario e si accontentava di vitto e alloggio. Di conseguenza i nobili presero l’abitudine di offrire del denaro ai servi affinché si ricomprassero le maniche dei vestiti utilizzati nel servizio (ecco la mancia…).

C’è anche un’altra ipotesi legata alla nascita del termine (ma non dell’usanza, che ha praticamente la stessa origine).

Secondo quest’altra ipotesi il termine va fatto risalire al latino manus, mano, che prese poi il significato di “regalo“. Sempre nel Medioevo, poi, le maniche delle tuniche erano tanto lunghe da coprire la mano (la loro ampiezza, inoltre, permetteva di utilizzarle per riporre oggetti, così come era anche in uso in Giappone).

La mancia, intesa come regalo per i servizi ricevuti, era dunque chiamata “buonamano”, termine ormai caduto in disuso.

Dopo questo breve accenno storico, nel prossimo articolo ci occuperemo della mancia moderna, e del valore che assume in vari paesi del mondo.

Clicca qui per la prima parte dell’articolo

 

Commenti

Commenta qui .....

, STORIA CAVALLERESCA DI MANICHE E MANCE
Mi chiamo Pierluigi Capriotti per la precisione. Nonostante una laurea in architettura faccio il giornalista. Scrivo sull’onda di monomanie transitorie e di altre croniche come la lettura, il futbol, i viaggi e il cibo. Quando scrivo faccio molti incisi – perché mi sembra sempre che ci sia da dire di più. Perché negli incisi infilo le mie passioni. In modo che siano sotto gli occhi di tutti ma da scorrere con discreta disinvoltura. Non ho mai tenuto in grande considerazione la saggezza. E, graziaddio, questo mi ha permesso di partire, con un matematico spiritualcreativo, un ingegnere informatico che suona il tema di Star Wars con le palette del caffè e un businessnerd a bordo di Foodiestrip. Con biglietto di sola andata. Senza ipotesi di ritorno.