IL FRUSTINGO: IL DOLCE NATALIZIO PIU' ANTICO D'ITALIA - Foodiestrip.blog
venerdì, Ottobre 30, 2020
IL DOLCE NATALIZIO PIU’ ANTICO D’ITALIA: IL FRUSTINGO
Ricette tradizionali

IL DOLCE NATALIZIO PIU’ ANTICO D’ITALIA: IL FRUSTINGO

Di origini antichissime, proviene dai piceni ed è rimasto tuttora nella sua zona d'origine: le Marche. Ecco la storia e la ricetta del frustingo

Il frustingo è probabilmente il dolce natalizio più antico che ci sia in Italia. Se, infatti, i mostaccioli hanno radici Romane, il frustingo viene dagli etruschi ed è passato dalle mani dei piceni, che poi l’hanno tramandato ai posteri.

L’origine picena del frustingo, poi, è rintracciabile anche oggi, visto che si tratta di un dolce prettamente marchigiano (sconfina appena in Abruzzo, dove basta oltrepassare di poco il confine per non ritrovarlo più).

Non è assolutamente un dolce natalizio commerciale: il frustingo, infatti, richiede una lunga preparazione ed è composto da un gran numero di ingredienti di vario tipo. Tutto ciò lo rende piuttosto costoso da acquistare (e neppure facile da trovare).

La storia del frustingo

Il frustingo (fruštìnghë o fristingo in dialetto ascolano e sambenedettese, frustingu a Fermo e bostrengo nel pesarese) è un dolce d’origine etrusca prima e picena poi, che ci fu descritto per la prima volta da Plinio il Vecchio nel “Naturalis Historia”. Sul trattato del grande naturalista e magistrato Romano, vissuto nel I° secolo d.C., si legge che il pane picentinus (del Piceno) si prepara con succo d’uva e poi si mangia dopo averlo bagnato nel latte al miele.

Il nome frustingo, poi, deriverebbe dal latino frustum, piccolo, malridotto, ma che nel nostro caso sarebbe legato a frustum panis, piccolo pane o pezzetto di pane.

Secondo la ricetta di Plinio, poi, l’antico pane del Piceno prevedeva l’alica impastata con il succo d’uva passita e cotta in olle di creta. L’alica non era altro che semolino composto da farro, orzo, grano duro, spelta e grano gentile marzaiolo.

La ricetta del fristingo attuale

Le nonne e le madri marchigiane, per due millenni, cominciavano a preparare il frustingo mesi prima mettendo ad essiccare i fichi, ingrediente di base anche per il frustingo attuale, il quale originariamente era formato prevalentemente di pane raffermo (ancora oggi, molti utilizzano del pane grattato, soprattutto chi ama un frustingo meno morbido).

La preparazione avviene aggiungendo il succo di fichi al pane raffermo tagliato finemente ed ammorbidito in una sorta di brodo di fichi secchi mescolato a mosto cotto (nelle Marche viene chiamato sapa, e deriva anch’esso da un’antica ricetta Romana) al quale vengono aggiunti frutta secca, cioccolato e spezie (senza dimenticare una spruzzatina di mistrà all’anice, presente in numerosi dolci marchigiani).

La preparazione è molto lunga ma il dolce, come molti di quelli nati nell’antichità come i mostaccioli, riesce a mantenersi estremamente a lungo (almeno un mese).

Gli ingredienti variano di zona in zona e di casa in casa, ma si può dire che di base si utilizzano fichi, uva sultanina, farina tipo “0”, zucchero, olio extra vergine, canditi, cedro, noci, mandorle, cacao, cioccolato extra, caffè, liquori misti.

 

Commenti

Commenta qui .....

This post is also available in: English (Inglese)

Leave a Response

Fabrizio Doremi
Mi chiamo Fabrizio Doremi e sono un matematico. Ho cominciato a lavorare come consulente IT a 21 anni, poi ho seguito per sei anni lo sviluppo del progetto Conad.it (l’azienda con le persone oltre le cose) e a 28 anni ho fondato Wiloca, con cui ho curato il restyling digitale di Gambero Rosso. E tra il cibo venduto e quello mangiato mi è saltata in testa Foodiestrip. E adesso è realtà. E dato che ho appena passato i quaranta, è arrivata l’ora di tornare all’università per prendere una laurea in scienze della comunicazione. Che se i numeri dovessero venir meno, avrò parole per compensare.