LA PASTA ALLA NORMA: RICETTA ORIGINALE, STORIA E TRADIZIONE - Foodiestrip.blog
martedì, Maggio 21, 2019
Ricette tradizionali

LA PASTA ALLA NORMA: RICETTA ORIGINALE, STORIA E TRADIZIONE

La storia e la nascita della pasta alla Norma

“Pari ‘na Norma”, sembri una Norma, è il complimento che più inorgoglisce i concittadini di Bellini, il Cigno catanese. Corrisponde, in un certo senso, al social-apprezzamento contemporaneo: sei il top!

Tempi diversi, diversi riferimenti culturali e diverse esclamazioni di stupore (ha proprio ragione Baricco quando nel suo saggio “I Barbari”, mutuato da Walter Benjamin, accomuna la nostra epoca al periodo successivo alla caduta dell’Impero Romano).

Nel ‘20, invece, dal salotto e curtigghiu dei catanesi, via Etnea, sale lo stupore all’odor di melanzana: “Signora Saridda, chista è ‘na vera Norma!”. A pronunciarla fu il giornalista e commediografo Nino Martoglio, novello Cioran, chiaramente riferendosi all’opera immortale del concittadino catanese.

A casa dell’attore Musco e della sorella Anna, sposata Pandolfini (ah! la signorile borghesia catanese, appena uscita dal muffoso e cadaverico ’15-’18…), s’assiste alla nascita della pasta e del nome.

Donna Saridda aveva portato a tavola gli spaghetti con salsa di pomodoro, basilico, melanzane fritte e ricotta salata grattugiata. L’immortalità gli fu assicurata da una calata in acqua salata e bollente.

Così narra la leggenda. Martoglio fu portato in trionfo, anche se poi è probabile che fu il popolo a chiamare “alla Norma” la migliore delle paste catanesi, naturalmente in onore del concittadino Vincenzo Bellini.

La pasta e l’opera

La “Norma” di Bellini, accolta freddamente all’esordio, ne fu presto il massimo successo, un po’ come “cuccurucuccupaloma” (lo so, il titolo vero non è questo) è il maggior successo del pur catanese Franco Battiato (suo malgrado).

La Divina Callas l’ha registrata due volte, nel 1954 e nel 1960.

Ma opera e pasta sono legate a doppio filo anche per un altro motivo: pare che la pasta alla norma sia stata servita pubblicamente la stessa sera della premiere mondiale dell’opera di Bellini, il 26 dicembre 1831.

Infine (poteva mancare una tesi simile?) qualcuno sostiene che la “pasta câ norma” sia stata inventata proprio in onore del compositore a cui è dedicato il teatro di Catania.

Gli ingredienti della pasta alla norma

La storia è uno strato di catrame: sotto c’è la ricetta (o le fonti che dir si voglia) originale. Sopra le superfetazioni e l’arbitrio dei contemporanei (o degli storici).

Tra le tante varianti, però, la vera norma è una soltanto. Vediamo quali sono gli ingredienti per 4 persone:

400 g di maccheroni o rigatoni (preferite la pasta corta; nel trapanese si usa la ‘busiata’)
800g di pomodoro
2 melanzane
Olio
Pepe
1 Cipolla
Sale grosso
1 aglio
Basilico
200g di ricotta salata

La ricetta della pasta alla norma

È fondamentale saper friggere le melanzane. Una volta tagliate a fette vanno cosparse di sale grosso e messe sotto un peso per 30 minuti/1 ora. Così perderanno liquidi e saranno croccanti una volta fritte.

La ricotta, poi, deve essere quella salata, di pecora e molto stagionata. È tassativo. Il contrario sarebbe sacrilegio. Anzi, sarebbe cucinare qualcos’altro: se per il Negroni c’è quello “sbagliato”, per la pasta alla Norma c’è solo una pasta sbagliata-senza-virgolette. La ricotta infornata, altra variazione sul tema, non è tradizionale.

Per gli altri ingredienti valgono le solite 4 regole: freschezza, qualità, territorio, misura.

Ecco, infine, il procedimento spiegato passo per passo:

Iniziate col preparare il sugo e fatelo cuocere per 20 minuti con olio, aglio e cipolla. Sulla questione cipolla/aglio si dibatte tanto quanto capita per la carbonara. Sappiate, però, che la cipolla è utilizzata nelle ricette originali (fate attenzione a tagliarla fine). A fine cottura aggiungete sale, pepe e basilico.

Nel frattempo, una volta fatte asciugare le melanzane, sciacquatele dal sale grosso, ri-asciugatele e mettetele a friggere, possibilmente in olio d’oliva.

Subito dopo cuocete i maccheroni e una volta scolati conditeli con il sugo, al quale aggiungerete le melanzane fritte e un’abbondante grattuggiata di ricotta salata.

La vostra pasta alla Norma è servita. Non saranno la Callas, ma le vostre papille gustative faranno assoli non indifferenti.

 

Foto di copertina Muesse (CreativeCommons)

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Pierluigi Capriotti
Mi chiamo Pierluigi Capriotti per la precisione. Nonostante una laurea in architettura faccio il giornalista. Scrivo sull’onda di monomanie transitorie e di altre croniche come la lettura, il futbol, i viaggi e il cibo. Quando scrivo faccio molti incisi – perché mi sembra sempre che ci sia da dire di più. Perché negli incisi infilo le mie passioni. In modo che siano sotto gli occhi di tutti ma da scorrere con discreta disinvoltura. Non ho mai tenuto in grande considerazione la saggezza. E, graziaddio, questo mi ha permesso di partire, con un matematico spiritualcreativo, un ingegnere informatico che suona il tema di Star Wars con le palette del caffè e un businessnerd a bordo di Foodiestrip. Con biglietto di sola andata. Senza ipotesi di ritorno.