mercoledì, novembre 14, 2018
Foodiestrip World

FOODIESTRIP: IN DIFESA DEL SETTORE RISTORAZIONE

La prima versione dell'App di foodiestrip è uscita da meno di una settimana e siamo già in attesa della seconda versione. Nel frattempo abbiamo già iniziato a presentarci rivolgendoci agli utenti in generale. All’interno di foodiestrip, però, esistono due tipi di utenti: i foodie e gli owner

Se i foodie sono coloro che, da iscritti, possono – tra le altre funzioni – recensire i locali (vedremo nei prossimi articoli per mezzo di quali garanzie), o servirsi delle recensioni degli altri foodie, l’owner è il proprietario dell’attività, che in foodiestrip non è solo un attore passivo, costretto a subire le ordalie – il giudizio divino – degli utenti. Nella community, inoltre, i proprietari sono al riparo dalle false recensioni.

Ragionando sui proprietari, il team di foodiestrip è partito dalla realtà, e anche per loro abbiamo in serbo un brevissimo racconto:

“In un viaggio in Toscana, io e la mia ragazza, due avventori medi (e più che mediamente squattrinati) ci siamo trovati benissimo in una trattoria parecchio spinta al ribasso per prezzi e servizio, e al rialzo per quantità delle portate e tipicità del menu. Una trattoria che funzionava a ritmi serratissimi perché diretta alla clientela giusta”.

Morale della favola? Se un cliente valuta un’esperienza gastronomica soggettivamente, in base ai propri gusti e alle proprie armi culturali, il ristoratore non è disarmato: foodiestrip è in grado di aiutarlo nel capire quali sono i suoi punti deboli e il target di clientela al quale rivolgersi.

Se, ad esempio, recensioni positive gli giungono da un determinato tipo di clienti, è a loro che deve indirizzare la proposta culinaria.

Le review e il profilo dei foodie, infatti, lo aiuteranno in questo senso: un ristorante gourmet che ottiene recensioni per la maggior parte fatte da amanti delle osterie… beh, deve aver sbagliato qualcosa. (Badate bene, abbiamo detto “per la maggior parte”: al contrario è l’avventore che ha sbagliato scelta e foodiestrip lo considera. Ma di come la piattaforma gestisce questi casi ne parleremo più avanti).

Dunque foodiestrip ha sviluppato un algoritmo intelligente in grado di:

  • valutare casi specifici e la rispondenza al tipo di clientela scelto
  • far notare ai proprietari quali aspetti del loro lavoro non funzionano tra servizio, menu, location e prezzo
  • difenderli dalle recensioni prezzolate

La piattaforma, infatti, esclude definitivamente le fake-review: chiunque voglia recensire un locale in foodiestrip dovrà dimostrare di esserci stato per davvero.

Come riusciamo a garantire che un concorrente non riempia la pagina di un’attività con una sequela di false recensioni? Continuate a seguirci e nei prossimi articoli risponderemo a questa e altre domande.

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Fabrizio Doremi
Mi chiamo Fabrizio Doremi e sono un matematico. Ho cominciato a lavorare come consulente IT a 21 anni, poi ho seguito per sei anni lo sviluppo del progetto Conad.it (l’azienda con le persone oltre le cose) e a 28 anni ho fondato Wiloca, con cui ho curato il restyling digitale di Gambero Rosso. E tra il cibo venduto e quello mangiato mi è saltata in testa Foodiestrip. E adesso è realtà. E dato che ho appena passato i quaranta, è arrivata l’ora di tornare all’università per prendere una laurea in scienze della comunicazione. Che se i numeri dovessero venir meno, avrò parole per compensare.