domenica, maggio 27, 2018
Foodiestrip World

INTRODUZIONE A FOODIESTRIP

Il 30 novembre, in concomitanza con la finale nazionale del Premio Cambiamenti alla quale foodiestrip parteciperà, sarà lanciata la prima versione dell’App, e il mondo delle food review non sarà più lo stesso

“Agosto 2014. Chi scrive era in vacanza con Simona, la mia ragazza, sulla Costiera Amalfitana. Alloggiammo a Torre del Greco (siamo giovani e dovevamo economizzare) e la prima sera cenammo nei dintorni del porto. Mi colpirono le strade di Torre del Greco: disarmo urbano, muri scrostati, luci tv intermittenti alle finestre e panni stesi. Erano le stesse vie dipinte dai macchiaioli nell’Ottocento. Erano romantiche. Quelle strade fanno parte del mio immaginario e del mio retroterra culturale e sentimentale, mentre non appartengono affatto a Simona, che non ci vede nulla di pittoresco, e anzi quasi le teme”.

L’idea di foodiestrip è maturata tre anni fa da un gruppo di trentenni, appassionati di viaggi e gastronomia, di cui due sono anche proprietari di un ristorante.

L’aneddoto con il quale abbiamo aperto l’articolo è semplicemente una delle questioni fondanti di foodiestrip. Come tradurre un aspetto così complesso, come quello della soggettività delle esperienze, in un metodo valutativo per ristoranti, bar, pasticcerie ecc.?

Secondo foodiestrip, infatti, il cliente non consuma cibo, ma esperienze, che poi pesa in base al proprio gusto e alle proprie conoscenze.

Affinché la valutazione di una qualsiasi esperienza possa essere utile anche agli altri utenti, è necessario che quest’ultimi conoscano le preferenze del recensore: solo così sarebbero in grado di rapportare la recensione ai propri bisogni.

È un po’ quello che ci accade quando, volendo andare a mangiare una pizza, chiediamo consiglio a un amico: lo conosciamo, e di conseguenza sappiamo quale metro di giudizio ha utilizzato e quali sono i suoi gusti.

Il senso di “COMMUNITY” è proprio questo. Ma c’è un altro motivo per il quale chiediamo consiglio a un amico: un amico non ci mentirebbe.

Il mercato delle food-review (perché ormai è un mercato intorno al quale ruotano enormi interessi economici) è totalmente inaffidabile.

Le vecchie piattaforme non sono in grado di dimostrare l’attendibilità delle loro recensioni: chiunque, in anonimato, può recensire un locale, senza neppure l’obbligo di doverci essere stato davvero. Negli anni, quindi, il numero delle fake-review è moltiplicato, rendendo inservibili le piattaforme stesse.

Le fake-news sono il vero campo di battaglia di questa nuova era del web. La lotta è iniziata in ogni ambito, dal giornalismo ai social, e foodiestrip l’ha accettata sul terreno della gastronomia.

Con quali armi la combatte? Approfondendoconoscendo i propri recensorie con delle innovazioni tecniche di cui vi parleremo nei prossimi articoli.

Il risultato è la nascita di una community che ambisce a divenire la prima e più autorevole guida culinaria on-line.

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