sabato, settembre 22, 2018
false recensioni
Foodiestrip World

LA SENTENZA DI LECCE SULLE FALSE RECENSIONI: NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA

Una sentenza del Tribunale di Lecce ha condannato chi scrive false recensioni su Tripadvisor. Una notizia importante ma non nuova per chi, come Foodiestrip, combatte il fake da tempo

I recenti fatti che hanno portato all’attenzione (e sanzione) delle aule dei tribunali il fenomeno delle fake review nel settore della ristorazione è un momento importante. Attenzione: quanto accaduto in Salento non è nulla di particolarmente nuovo o inedito. Però solleva – finalmente – il coperchio del vaso di Pandora. Accende l’attenzione e dà un peso alla web reputation. Che non è un gioco e neppure effimero gossip. Perché è così che, perlomeno all’inizio, quasi tutti i colossi del web hanno percepito il fenomeno. Tutto sommato l’opinione del signor Rossi quanto pensiamo che possa contare? Lasciare una recensione o dare un giudizio anche farlocco tutto sommato non fa male a nessuno. Perché, appunto, a lasciarlo è un signor nessuno. Sbagliato. Nella “democrazia cinese del web” tutti siamo “qualcuno”. E se a lasciare recensioni farlocche è una folla di “qualcuno”, l’impatto che può avere questa valanga di fango sul business di un esercizio commerciale è micidiale. Certo, l’inglese aiuta. Se parliamo di “fake review” apparentemente stiamo semplicemente citando un fenomeno. Fastidioso forse, ma uno dei tanti che affollano il web (come il trolling, l’hating ecc.). Ma se traduciamo il tutto in italiano, stiamo parlando di diffamazione. Che è un reato. Che diventa anche più grave se operato da parte di organizzazioni dedite a questo tipo di crimine. Per questo noi di Foodiestrip, che siamo nati proprio per dichiarare guerra alle fake review, non possiamo che esprimere pieno consenso nei confronti di questo vaso di Pandora scoperchiato. Che innescherà un circolo virtuoso (da qui in poi è più che prevedibile attendersi una tsunami di casi analoghi). Che porterà, finalmente, i giganti del web a vedere (e a non sottovalutare) un fenomeno che è chiaramente sfuggito di mano e a prendere provvedimenti in tal senso. Che porterà quelli che o per gioco o con chiaro intento criminoso pensano che, in fondo, le fake review siano una “ragazzata” a rivalutare il loro operato. Perché quella “ragazzata” è un reato. Che può costare nove mesi di carcere e 8.000 Euro di sanzione pecuniaria.

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Pierluigi Capriotti
Mi chiamo Pierluigi Capriotti per la precisione. Nonostante una laurea in architettura faccio il giornalista. Scrivo sull’onda di monomanie transitorie e di altre croniche come la lettura, il futbol, i viaggi e il cibo. Quando scrivo faccio molti incisi – perché mi sembra sempre che ci sia da dire di più. Perché negli incisi infilo le mie passioni. In modo che siano sotto gli occhi di tutti ma da scorrere con discreta disinvoltura. Non ho mai tenuto in grande considerazione la saggezza. E, graziaddio, questo mi ha permesso di partire, con un matematico spiritualcreativo, un ingegnere informatico che suona il tema di Star Wars con le palette del caffè e un businessnerd a bordo di Foodiestrip. Con biglietto di sola andata. Senza ipotesi di ritorno.