LA SENTENZA DI LECCE SULLE FALSE RECENSIONI: NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA - Foodiestrip.blog
domenica, Settembre 15, 2019
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LA SENTENZA DI LECCE SULLE FALSE RECENSIONI: NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA

Una sentenza del Tribunale di Lecce ha condannato chi scrive false recensioni su Tripadvisor. Una notizia importante ma non nuova per chi, come Foodiestrip, combatte il fake da tempo

I recenti fatti che hanno portato all’attenzione (e sanzione) delle aule dei tribunali il fenomeno delle fake review nel settore della ristorazione rappresentano un momento importante. Attenzione: quanto accaduto in Salento non è nulla di particolarmente nuovo o inedito. Però solleva – finalmente – il coperchio del vaso di Pandora.

Accende l’attenzione e dà un peso alla web reputation. Che non è un gioco e neppure effimero gossip. Perché è così che, perlomeno all’inizio, quasi tutti i colossi del web hanno percepito il fenomeno. Tutto sommato l’opinione del signor Rossi quanto pensiamo che possa contare? Lasciare una recensione o dare un giudizio anche farlocco tutto sommato non fa male a nessuno. Perché, appunto, a lasciarlo è un signor nessuno. Sbagliato. Nella “democrazia cinese del web” tutti siamo “qualcuno”. E se a lasciare recensioni farlocche è una folla di “qualcuno”, l’impatto che può avere questa valanga di fango sul business di un esercizio commerciale è micidiale.

Certo, l’inglese aiuta. Se parliamo di “fake review” apparentemente stiamo semplicemente citando un fenomeno. Fastidioso forse, ma uno dei tanti che affollano il web (come il trolling, l’hating ecc.). Ma se traduciamo il tutto in italiano, stiamo parlando di diffamazione. Che è un reato. Che diventa anche più grave se operato da parte di organizzazioni dedite a questo tipo di crimine.

Per questo noi di Foodiestrip, che siamo nati proprio per dichiarare guerra alle fake review, non possiamo che esprimere pieno consenso nei confronti di questo vaso di Pandora scoperchiato. Che innescherà un circolo virtuoso (da qui in poi è più che prevedibile attendersi una tsunami di casi analoghi). Che porterà, finalmente, i giganti del web a vedere (e a non sottovalutare) un fenomeno che è chiaramente sfuggito di mano e a prendere provvedimenti in tal senso. Che porterà quelli che o per gioco o con chiaro intento criminoso pensano che, in fondo, le fake review siano una “ragazzata” a rivalutare il loro operato. Perché quella “ragazzata” è un reato. Che può costare nove mesi di carcere e 8.000 Euro di sanzione pecuniaria.

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Alessio Poliandri
Mi chiamo Alessio Poliandri. E sono un informatico. Oltre che “business brother” di Fabrizio Doremi con cui oltre all’anno di nascita, condivido la fondazione di Wiloca, quella di Foodiestrip e tutta una serie di passioni che solo noi nerd possiamo capire. Ad esempio il tema di Star Wars. Per voi è una colonna sonora. Per noi è un inno. Con un rituale di iniziazione all’interno.