LE CLASSIFICHE DI FOODIESTRIP - Foodiestrip.blog
martedì, Maggio 21, 2019
Le classifiche di foodiestrip
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LE CLASSIFICHE DI FOODIESTRIP

Le recensioni devono restituire una valutazione oggettiva, ma com’è resa quest’ultima in foodiestrip?

Le classifiche sono un bel gioco da fare al bar: più forte Pelè o Maradona? Litigate tra amici per un po’, vi sfottete e non arrivate mai al dunque. Però vi siete divertiti.

Il discorso, però, cambia quando si pretende di presentare certe classifiche come dei veri e propri oracoli, ai quali affidarsi completamente per la scelta del ristorante in cui cenare.

È quello che accade nelle vecchie piattaforme, in cui le classifiche sono pensate come una gara per essere i “migliori” della zona di ricerca. Poi, però, succede che il miglior ristorante finisca per essere un bar o un finger food, oppure capita che le stesse graduatorie vengano modificate dall’arbitrarietà dei siti stessi, capaci di innalzare un locale solo perché il proprietario ha pagato una quota annuale. E tutto questo accade al netto delle recensioni false.

Di conseguenza è chiaro che un utente, basandosi su classifiche di questo tipo, possa incappare in scelte completamente sbagliate.

Se in foodiestrip il problema delle false-review è stato ovviato tramite il check-in continuato, l’inaffidabilità delle graduatorie è stato combattuto tramite:

–          Un sistema di voto molto più approfondito e che considera più sfumature

–          La categorizzazione delle attività

–          La profilazione dell’utente

Andiamo per gradi. Per quanto concerne il sistema di voto, rispondendo alle domande di foodiestrip l’utente non sarà costretto a valutare l’esperienza con un range che va dall’1 al 5. Tutti gli aspetti della ristorazione saranno valutati sistematicamente e la votazione, calibrata per mezzo di un algoritmo, ammetterà variazioni nell’ordine dei decimali. Questo fa sì che il foodie non sia costretto su una scala di voto che è spesso contraddittoria, a causa della mancanza delle sfumature necessarie.

Le categorie, invece, permetteranno di non far concorrere locali diversi tra loro, mentre descrivendosi al meglio in fase di profilazione, foodiestrip sarà in grado di consigliare all’utente il locale più adatto a lui, secondo il concetto che non esiste il “miglior ristorante” ma solo “il ristorante che risponde meglio ai miei gusti”.

Poniamo il caso, infatti, che il foodie sia un’amante della carne, poco interessato alla bellezza e raffinatezza del locale: tra i locali consigliati ne troverà alcuni con una votazione generale magari non eccelsa, ma nei quali si mangia carne divinamente.

Ah, un’ultima cosa: quando un utente scorre le caratteristiche del ristorante, oltre a usufruire dell’”Ideale per…”, dei “Servizi”, del “Tipo di cucina” (e quindi dei filtri) potrà vedere le valutazioni del locale per ogni singolo aspetto: servizio, location, menu ecc.

Insomma, che per me Maradona sia meglio di Pelè conta poco. Quello che conta, è che il “Pibe de oro” abbia fatto vincere il Mondiale agli argentini. Per loro una classifica tra i due non è soltanto scontata, ma addirittura impensabile

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Pierluigi Capriotti
Mi chiamo Pierluigi Capriotti per la precisione. Nonostante una laurea in architettura faccio il giornalista. Scrivo sull’onda di monomanie transitorie e di altre croniche come la lettura, il futbol, i viaggi e il cibo. Quando scrivo faccio molti incisi – perché mi sembra sempre che ci sia da dire di più. Perché negli incisi infilo le mie passioni. In modo che siano sotto gli occhi di tutti ma da scorrere con discreta disinvoltura. Non ho mai tenuto in grande considerazione la saggezza. E, graziaddio, questo mi ha permesso di partire, con un matematico spiritualcreativo, un ingegnere informatico che suona il tema di Star Wars con le palette del caffè e un businessnerd a bordo di Foodiestrip. Con biglietto di sola andata. Senza ipotesi di ritorno.