FASE 2 IN ITALIA E IN EUROPA: IL DECRETO DI MAGGIO E GLI AIUTI AI RISTORATORI - Foodiestrip.blog
sabato, Agosto 15, 2020
FASE 2 IN ITALIA E IN EUROPA: IL DECRETO DI MAGGIO E GLI AIUTI AI RISTORATORI
Attualità

FASE 2 IN ITALIA E IN EUROPA: IL DECRETO DI MAGGIO E GLI AIUTI AI RISTORATORI

In Italia si attende il decreto legge che andrà incontro alle necessità di un settore, quello turistico e della ristorazione, che più degli altri soffrirà la ripartenza. Vediamo cosa accadrà e come sta reagendo il resto d'Europa

Proprio nelle ultime ore, in un intervento al Senato, Dario Franceschini, Ministro per i Beni Culturali e il Tursimo, ha anticipato ciò che accadrà nel prossimo decreto legge di maggio da 55 miliardi di euro. Quello, per intenderci, nel quale si prospettano finanziamenti a fondo perduto per i ristoranti e i locali legati al food&beverage.

Nel suo intervento, il Ministro Franceschini ha detto: «Per mezzo di Cassa Depositi e Prestiti si sta ragionando su due fondi strategici in grado di difendere i nostri alberghi e le nostre imprese, attualmente in grande difficoltà. Dobbiamo difendere questo comparto, fondamentale per il Paese».

Per le aziende della ristorazione (e non solo per loro), Franceschini ha sottolineato due aspetti: «L’intervento per le imprese sarà commisurato al calo di fatturato. Uno dei limiti su cui si ragiona è di 5 milioni di euro, sotto i quali l’intervento dovrebbe essere a fondo perduto».

Un intervento, quindi, che secondo il ministro non solo «ci sarà a stretto giro, non dovremo attendere ancora molto», ma che «riguarderà la quasi totalità delle piccole e medie imprese».

Un’altra facilitazione per gli imprenditori impegnati nel settore della ristorazione sarà legata ai bar e ai ristoranti che dovranno aprire nonostante l’obbligo del distanziamento sociale: «I locali – ha detto Franceschini – devono poter mettere i tavoli all’esterno senza le attuali procedure burocratiche, per cui stiamo prevedendo una norma transitoria che non faccia pagare l’occupazione del suolo pubblico per i prossimi 6 mesi. Inoltre, si potrà evitare il nulla osta delle sovrintendenze».

Infine, dalle indiscrezioni e dalle dichiarazioni del ministro Gualtieri emerge la volontà di prevedere nel prossimo decreto legge il «ristoro integrale del costo d’affitto sopportato dalle imprese che hanno avuto un calo del fatturato». Lo stesso varrà per le bollette.

Sono misure che dovrebbero limitare la crisi e aiutare la ripartenza che, come vedremo anche sulla base delle esperienza degli altri paesi (vedi sotto la Svezia) non sarà facile né veloce. Uno studio di Ernst&Young, tra l’altro, mostra quali sono le aree che ripartiranno con maggiore fatica. Eccole:

FASE 2 IN ITALIA E IN EUROPA: IL DECRETO DI MAGGIO E GLI AIUTI AI RISTORATORI

Cosa accade in Europa: la Svezia

Mentre in Italia s’attende l’uscita del “Decreto Maggio 55 miliardi”, la Svezia, che non ha chiuso praticamente nulla se non, parzialmente, le scuole, ha sì avuto un numero maggiore di contagiati rispetto agli altri paesi scandinavi, ma si è consolata col fatto che le sue aziende soffriranno meno e ripartiranno prima.

Alcuni dati sulla ristorazione, però, mostrano un andamento diverso: gli svedesi, dotati di estremo senso civico, non si sono di certo affollati nei ristoranti. Il giro d’affari per la ristorazione è crollato anche per il fatto che non si possono accogliere più di 50 persone in un luogo chiuso e va garantito il distanziamento. Gli incassi, oggi, sono pari al 20% di quelli che si avevano prima del Covid. Un miglioramento s’è avuto, invece, per chi ha cominciato ad affidarsi al delivery e al take away.

La Svizzera riapre, ecco come

In Svizzera, da oggi, riparte la ristorazione. Con Gastrosuisse, associazione di categoria, il governo svizzero ha definito le regole da seguire. Numero uno: solo servizio al tavolo, che potrà ospitare al massimo 4 persone. Tra i tavoli dovranno esserci almeno due metri di distanza, mentre i bar dovranno compilare il registro presenze e non potranno fare servizio al banco. La permanenza al tavolo, inoltre, non dovrà prolungarsi a lungo. La mascherina sarà obbligatoria quando l’affollamento lo richiederà mentre i registri dovranno essere compilati in modo da poter risalire, in caso di contagio, a tutti coloro che hanno avuto a che fare con il malato di Covid-19. Insomma, i provvedimenti svizzeri sono molto simili di quelli approntati in Italia dalla Fipe.

Commenti

Commenta qui .....

This post is also available in: English (Inglese)

Leave a Response

Pierluigi Capriotti
Mi chiamo Pierluigi Capriotti per la precisione. Nonostante una laurea in architettura faccio il giornalista. Scrivo sull’onda di monomanie transitorie e di altre croniche come la lettura, il futbol, i viaggi e il cibo. Quando scrivo faccio molti incisi – perché mi sembra sempre che ci sia da dire di più. Perché negli incisi infilo le mie passioni. In modo che siano sotto gli occhi di tutti ma da scorrere con discreta disinvoltura. Non ho mai tenuto in grande considerazione la saggezza. E, graziaddio, questo mi ha permesso di partire, con un matematico spiritualcreativo, un ingegnere informatico che suona il tema di Star Wars con le palette del caffè e un businessnerd a bordo di Foodiestrip. Con biglietto di sola andata. Senza ipotesi di ritorno.