VENDEMMIA 2020: SARÀ UNA BUONA ANNATA - Foodiestrip.blog
mercoledì, Novembre 25, 2020
VENDEMMIA 2020: SARÀ UNA BUONA ANNATA
Attualità

VENDEMMIA 2020: SARÀ UNA BUONA ANNATA

L’annata segnata dal Covid sarà una buona annata per il vino. Non buona come la scorsa, quella del 2019, in cui la produzione fu superiore del 5% (questo almeno, sulla base delle attuali previsioni).

La produzione stimata per l’intero Paese è di 45 milioni di ettolitri, e la corsa al primato in Europa è aperta tra l’Italia e la Francia. La Spagna, invece, segue a distanza di poco con i suoi 43-44 milioni di ettolitri previsti per la prossima stagione.

Quelli per l’Italia sono dati emersi a seguito della ricerca avviata dalla Coldiretti per le province di Brescia (la Franciacorta) e in Sicilia; zone che, attorno al 10 agosto, hanno avviato la vendemmia con le uve Chardonnay.

Tornando alla sfida Italia-Francia, per i cugini transalpini ci si attende una produzione tra il 44,7 e i 45,7 ettolitri: insomma, siamo al fotofinish.

Dal punto di vista temporale, poi, la vendemmia 2020 ricalca quelle degli ultimi 30 anni, nei quali è stata anticipata di circa un mese rispetto a quelle prima del 1990.

Tralasciando però il tema del cambiamento climatico che certamente sta influendo anche sulla viticoltura e la produzione del vino, il meteo degli ultimi anni, come quello dello scorso anno, è stato caratterizzato dal caldo torrido e da improvvisi acquazzoni e grandinate.

Nonostante questo, la Coldiretti ribadisce che l’annata 2020 sarà un’annata «di buona/ottima qualità anche se l’andamento della raccolta dipenderà molto dal resto del mese di agosto e da quello di settembre per confermare le previsioni anche sul piano quantitativo».

Come da tradizione, poi, dal Nord al Sud Italia la raccolta s’avvia con le uve Pinot e Chardonnay; subito dopo (tra settembre e ottobre) si passa a raccogliere le uve rosse come Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo. A novembre, infine, si vendemmiano Aglianico e Nerello.

Il 70% della produzione, poi, sarà rivolta alla lavorazione di vini DOCG, DOC e IGT. Per la precisione, sono 332 i vini a Denominazione di origine controllata, 73 quelli a Denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a Indicazione geografica tipica (Igt). Il 30% restante sono vini da tavola.

Sul registro viti ci sono 567 varietà iscritte contro soltanto le 278 francesi. Ciò dimostra la ricchezza del nostro patrimonio vinicolo e dunque l’Italia può vantare una grande biodiversità che genera, sulla base della lunga tradizione ormai millenaria, qualcosa come 11 miliardi di fatturato (solo dalla vendita di vino).

È un’opportunità lavorativa che, secondo il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, «tocca 1,3 milioni di persone, impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio».

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Barbara Ficetola
Mi chiamo Barbara Ficetola e vissi d’arte. Prima ho frequentato l’Istituto d’Arte, e poi l’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Ah, permettetemi di raccontarvi una leggenda. Immaginate una laureanda alla presentazione della propria tesi. Una commissione immancabilmente distratta, al pari della relatrice di tesi. Poi la ragazza comincia a narrare: parla d’arte, e di come farla percepire ai non vedenti del centro bolognese “Francesco Cavazza”. L’arte visuale per eccellenza da una parte, dall’altra chi non può goderne. Leggenda vuole che i ciechi videro, e la relatrice distratta pianse. Strane storie le leggende. Non hanno futuro. Non hanno passato. Ma lasciano visioni del mondo. La mia visione artistica ora la dedico a Foodiestrip. E, promesso, non mi occupo più né di futuro, né di passato, né di leggende.