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domenica, Settembre 15, 2019
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INSETTI COMMESTIBILI O NOVEL FOOD: LA BUFALA DEL PRINCIPALE FOOD TREND 2018

Benedetti food trends: a inizio 2018 sembrava che avremmo concluso l’anno mangiando insetti, che le pizzerie sarebbero state soppiantate da ento-street food e che negli hamburger avremmo messo cavallette. Ma è davvero finita così? No. E i gusti alimentari degli italiani non centrano.

Fate una rapida ricerca sulle tendenze del food nel 2018. Nei primi di gennaio 2018, uscirono un’infinità di articoli sugli insetti.  Il famoso Novel Food, quello che il Regolamento Europeo aveva posto in “regime di tolleranza” a partire dal 1° gennaio 2018. Il fatto è che il “regime di tolleranza” è una specie di limbo e gli insetti commestibili sono tuttora in attesa di autorizzazione. Ergo: la legge non permette di vendere e consumare insetti previa autorizzazione. Ma andiamo per gradi.

Mangiare insetti per legge

In un certo senso, il Regolamento UE 2015/2283 richiede semplicemente che il novel food (o meglio, l’entocibo) sia sottoposto al vaglio dei paesi membri e a quello dell’Efsa, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).

Il bello è che, dopo che di insetti si è fatto un gran parlare nel gennaio 2018, proprio l’8 dello stesso mese la Direzione Generale per l’Igiene, la Sicurezza alimenti e la Nutrizione del Ministero della Salute era intervenuta con una nota sferzante per la sua chiarezza: «Alcuni Stati membri hanno ammesso, a livello nazionale, la commercializzazione di qualche specie di insetto in un regime, appunto, di “tolleranza”». Per quanto riguardava e riguarda il nostro Paese, invece, la nota proseguiva: «In Italia non è stata ammessa alcuna commercializzazione di insetti». Di conseguenza detta commercializzazione «potrà essere consentita solo quando sarà rilasciata a livello UE una specifica autorizzazione in applicazione del regolamento».

O non mangiare insetti per legge? I precedenti del divieto

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Balthasar Van Der Ast, Vaso di fiori con conchiglie e insetti

Durante l’Expo 2015 il padiglione belga provò a friggere cavallette. Risultato? L’iniziativa fu bloccata dalla ASL. Fatto ancora più paradossale se si pensa che, nel mentre, al padiglione dell’Unione Europea si presentava il “Libro bianco sugli insetti commestibili”. Libro che ricordava quanto siano 2 milioni le persone che non solo trovano i nutrienti dagli insetti, ma li considerano anche piuttosto buoni. Sono commestibili, invece, fino a 1.900 specie di insetti e secondo la FAO, prima promotrice dell’entocibo, sono circa 90 i paesi del mondo in cui si consumano (i più appetiti sono coleotteri, bruchi, vespe, formiche, cavallette, grilli e locuste).

Sempre secondo l’EFSA, invece, in Europa potrebbero attecchire mosche, larve della farina, grilli e bachi, ma al momento l’agenzia non si è ancora pronunciata.

Sono ancora in attesa, infatti, le aziende italiane intenzionate ad iniziare la commercializzazione nel Bel Paese. Eppure, imprese come Almaeureka, Crikè o 21bites hanno tutte sede all’estero. Infatti, chi compra insetti o pasta di camole in Italia lo fa solo per mezzo di privati che vivono in paesi nei quali era già possibili acquistare e consumare ento-cibo. Questi paesi stanno vendendo in deroga al Regolamento, poiché l’Europa ha dato loro 2 anni di tempo per adeguarsi.

In conclusione

Insomma, dopo il gran parlare che si è fatto di insetti come nuovo food trends, in Italia non è possibile venderlo o cucinarlo. Questo nonostante il parere di tanti esperti che ritengono il novel food come un’opportunità per salvaguardare il pianeta dagli enormi consumi legati all’allevamento dei grandi vertebrati.

Sta di fatto che se gli insetti non si mangiano non è questione di gusti, anche perché, come si dice, fritto è buono anche il tavolino.  È proprio la legge ad impedirne la vendita. A quanto pare, però, un clic vale più della realtà.

 

Foto di Sailko

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Pierluigi Capriotti
Mi chiamo Pierluigi Capriotti per la precisione. Nonostante una laurea in architettura faccio il giornalista. Scrivo sull’onda di monomanie transitorie e di altre croniche come la lettura, il futbol, i viaggi e il cibo. Quando scrivo faccio molti incisi – perché mi sembra sempre che ci sia da dire di più. Perché negli incisi infilo le mie passioni. In modo che siano sotto gli occhi di tutti ma da scorrere con discreta disinvoltura. Non ho mai tenuto in grande considerazione la saggezza. E, graziaddio, questo mi ha permesso di partire, con un matematico spiritualcreativo, un ingegnere informatico che suona il tema di Star Wars con le palette del caffè e un businessnerd a bordo di Foodiestrip. Con biglietto di sola andata. Senza ipotesi di ritorno.