martedì, dicembre 18, 2018
Linea Diretta

5 IDEE CONCRETE PER CREARE NOTORIETÀ PER UN RISTORANTE

Avete aperto da poco e volete farvi conoscere dalla clientela? Ecco 5 idee per aumentare la vostra notorietà

Nel processo di acquisto di ogni possibile cliente ci sono 5 fasi. Ve le proponiamo brevemente prima di passare a consigliarvi 5 idee che potranno farvi conoscere alla clientela (degli spunti che appartengono alla seconda fase del processo, propedeutica all’acquisto).  Impariamo a pianificare una vera strategia di “food marketing” con obiettivi semplici, chiari e concreti, partendo dalle basi.

La prima fase è quella della consapevolezza, ossia della percezione del Bisogno/Problema. La seconda, di cui ci occuperemo in questo articolo, è quella dell’interesse, nella quale i clienti cercano informazioni sul locale o sui locali che possono soddisfare le loro esigenze. Nella terza si valutano le alternative; nella quarta fase si acquista il bene o il servizio mentre la quinta è quella, oggi decisiva, della valutazione post-acquisto.

N.B. Il rapporto con il cliente non termina con la vendita del bene o del servizio

Nella seconda fase, quella d’interesse, sarà necessario essere nel ventaglio di alternative della clientela, ossia aver acquisito una certa ‘awareness’. Il cliente finale dovrebbe quindi conoscere almeno il vostro nome, in modo da poter ricercare qualche informazione su di voi.

Consiglio: scegliete un nome che parli di voi e vi faccia ricordare facilmente (in gergo: branding). Nomi tipo “Ristorante da…” sono meno efficaci di “Il Molo Sud” o “Ciritorno”. Un nome, infatti, deve essere suggestivo e distintivo rispetto alla concorrenza. Inoltre deve essere rappresentativo del tipo di offerta. I nomi comuni, poi, sul web possono creare problemi, sovrapposizioni o fraintendimenti.

N.B. In questo pezzo daremo per scontato che il locale che vuole canalizzare l’interesse sia capillarmente presente sul web con un sito, pagine social e una discreta SEO, tutti strumenti fondamentali per operare al meglio e attrarre clientela.

Inoltre, considerate che nella seconda fase si è già formalizzata l’offerta, gli ingredienti, lo staff e la brigata, ognuna con le loro particolarità.

Dopo questo ampio e doveroso preambolo, ecco le 5 idee concrete per creare ‘notorietà’ per un ristorante

1. Sfruttate il bacino commerciale di cui fate parte il locale

Si può fare siglando convenzioni con alberghi, B&B e negozi di successo che insistono nella vostra area di riferimento. Questo soprattutto se siete un locale di nuova apertura e quindi non avete un vostro database di clienti e di loro contatti, ai quali non potete ancora inviare messaggistica, e-mail ecc. Ricordate anche che l’attrattività del vostro locale dipende anche dalla posizione e dalla zona in cui si trova.

Ecco un esempio tratto da “La ristorazione”:

Un ristorante Upscale ha stretto un accordo con una carta di credito, per invitare i titolari di carta ‘oro’ a cena nel ristorante. Gratuitamente il titolare doveva registrarsi sul sito del ristorante ed aderire alla promozione, ricevendo un coupon da presentare per avere la sua cena gratuita. Una simile iniziativa, secondo una ricerca di Walk In, darebbe risultati lusinghieri sia per quanto riguarda la raccolta di e-mail, sia perché per ogni invitato gratis sono arrivati a mangiare con lui almeno altre 3,4 persone in media. Dunque, ogni pasto offerto è stato ampiamente ripagato.

2. Biglietti da visita intelligenti

Il caso di cui vi parleremo è tanto curioso quanto esemplificativo del fatto che una buona idea non conosce concorrenza. Un ristorante, infatti, ha creato un biglietto da visita con il proprio nome. Poi, sul retro, il ristoratore ha messo il nome di tutti i suoi concorrenti (chiedendone naturalmente il permesso agli stessi). Ha quindi creato un vademecum per i suoi clienti, i quali hanno tenuto il biglietto proprio per questo motivo. Biglietto sul quale, chiaramente, il suo era il ristorante più visibile. Lo stesso vale per il sito: inserire un elenco ristoranti al suo interno vi aiuterebbe nell’ottimizzazione, permettendo al sito di emergere in cima alle ricerche di zona (proprio perché contiene i nomi di tutti i locali del territorio in esame)

3. Crea passaparola con i nuovi clienti per mezzo di un welcome pack

Il passaparola rappresenta le fondamenta dell’awareness e i nuovi clienti sono molto sensibili ai gesti di benvenuto. Per questo è bene creare un welcome pack. Regalate ai vostri nuovi clienti (soprattutto se siete un locale di nuova apertura) un pensierino, magari una bottiglia di vino dolce o un pacchetto di cioccolatini da portare a casa, in modo che la gentilezza ricevuta rimanga nella mente dei vostri ospiti più a lungo. L’importante è che sia di vostra produzione o creato da un’azienda fornitrice, magari artigianale. Oppure offrite il dolce a tutta la tavolata. Evitate lo sconto, soprattutto se siete un locale di un certo livello (Moderate Upscale): svilireste il servizio offerto. Sapete qual è il tasso di ritorno medio? Senza welcome pack è del 13%. Con il welcome pack è del 28% (fonte Walk In)

4. Usate Facebook per generare notorietà

Un caso emblematico è quello di un bar che ha lanciato una campagna facebook nella quale dichiarava che avrebbe offerto un cocktail ad ogni persona che si sarebbe presentata solo nel caso in cui la sua pagina facebook avesse raggiunto i 10.000 like entro una giornata determinata. Bè la campagna è partita lentamente come capita in molti social ma poi si è raggiunto rapidamente il ‘tipping point’ e si è creata viralità. Volete conoscere i risultati? Eccoli:

Likes raggiunti: 11.250
Persone presenti all’inaugurazione: 32.000 circa
Cocktails offerti 3.500 circa
Costo cocktails (CAD 0,92) 3.200 circa

Dunque, con una spesa minima rispetto all’impatto ottenuto (considerate che nella provincia in cui si è tenuta questa inaugurazione ha rappresentato un evento, i vigili urbani hanno dovuto regolare il traffico e la stampa locale ne ha parlato nei giorni successivi) il locale ha attratto un numero enorme di persone. Un numero che, con un’agenzia pubblicitaria, sarebbe costato molto più che 3200 euro

5. Se fate pausa pranzo, stringete un accordo con gli uffici del personale o gli uffici acquisti delle aziende limitrofe

In questo modo attirerete sempre più lavoratori in pausa pranzo. Che offerte proporre? Magari un caffè gratis per tavolate sopra le 6 persone o un pasto gratuito ogni 10

Queste sono le basi, ma non fermatevi qui! Il miglior consiglio è quello di creare una buona strategia di “food marketing” comprensiva di tutte quelle azioni che permettono a un brand di emergere, farsi notare e sopratutto farsi ricordare, non solo grazie a questi consigli di marketing convenzionale, ma anche e soprattutto grazie a dei veri e propri “viaggi esperienziali” da offrire ai vostri clienti.  Oggi il mercato è cambiato, i consumatori (foodies) non cercano più solo un ristorante, ma vogliono vivere un’esperienza sensoriale, un’emozione (food experience), vogliono conoscere anche la storia del prodotto che consumano, la provenienza e la tradizione. Una buona strategia di food marketing, prevede anche la capacità di sapersi raccontare avvalendosi della comunicazione moderna e della cura della propria immagine evitando strategie improvvisate e spesso poco efficaci.

Crediti “La Ristorazione”, Editore La Bussola

Foto Crediti MaxDeVa, Snorpey, Jenni Konrad, Yu Pong, Giuseppe Lo Bello

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Pierluigi Capriotti
Mi chiamo Pierluigi Capriotti per la precisione. Nonostante una laurea in architettura faccio il giornalista. Scrivo sull’onda di monomanie transitorie e di altre croniche come la lettura, il futbol, i viaggi e il cibo. Quando scrivo faccio molti incisi – perché mi sembra sempre che ci sia da dire di più. Perché negli incisi infilo le mie passioni. In modo che siano sotto gli occhi di tutti ma da scorrere con discreta disinvoltura. Non ho mai tenuto in grande considerazione la saggezza. E, graziaddio, questo mi ha permesso di partire, con un matematico spiritualcreativo, un ingegnere informatico che suona il tema di Star Wars con le palette del caffè e un businessnerd a bordo di Foodiestrip. Con biglietto di sola andata. Senza ipotesi di ritorno.