lunedì, gennaio 21, 2019
Linea Diretta

CHI BEN ACCOGLIE È A METÀ DELL’OPERA, PARTE 2

Conosci il tuo cliente!

Nella prima parte dell’articolo sull’accoglienza abbiamo parlato dell’importanza di essere solleciti nel ricevere i clienti. In questo secondo pezzo cercheremo di capire come riconoscere un cliente già dal primo impatto

Accogliere velocemente un ospite, infatti, è utile per iniziare subito ad inquadrarlo. Dal suo atteggiamento, dalla verve con la quale interagisce, e dalla conoscenza che mostra di avere al momento delle ordinazioni potrete riconoscere almeno quattro tipologie di clienti:
  • L’esperto: è un habituè di ristoranti e, magari, ottimo conoscitore della cucina. Una volta che l’avete fatto accomodare illustrategli le portate e – se è disponibile – discutetene con lui
  • L’espansivo: è un ospite facilmente riconoscibile dal calore dell’eloquio e dalla voglia di confrontarsi e creare un legame con voi. Assecondatelo, e vi ritroverete presto un cliente fidelizzato
  • Il taciturno: odia l’invadenza. Muovetevi con la massima discrezione, ma non dimenticatevi di lui. Chiedetegli cosa desidera e di cosa ha bisogno ma non forzatene le decisioni al momento delle ordinazioni.
  • Il professionista/lavoratore: è ora di pranzo e il vostro cliente ha poco tempo per mangiare e tornare a lavoro? Poche ciance e siate dinamici. Lui sarà particolarmente deciso a causa del poco tempo a disposizione; voi non siate da meno.

Lo stesso discorso vale per i gruppi, le famiglie, o i vecchi e i nuovi clienti.

La cordialità e la cortesia vi permetteranno di essere apprezzati da chiunque, ma il tentativo di conoscere il vostro ospite vi farà entrare nei suoi meccanismi di scelta, e vi permetterà di creare un legame che generalmente si traduce nella fidelizzazione del cliente.

Ah, un’ultima cosa: quando pensate al servizio mettetevi nei panni del foodie. Anche voi siete stati avventori, quindi chiedetevi quali sono le attenzioni che vorreste ricevere e agite di conseguenza.

 

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Pierluigi Capriotti
Mi chiamo Pierluigi Capriotti per la precisione. Nonostante una laurea in architettura faccio il giornalista. Scrivo sull’onda di monomanie transitorie e di altre croniche come la lettura, il futbol, i viaggi e il cibo. Quando scrivo faccio molti incisi – perché mi sembra sempre che ci sia da dire di più. Perché negli incisi infilo le mie passioni. In modo che siano sotto gli occhi di tutti ma da scorrere con discreta disinvoltura. Non ho mai tenuto in grande considerazione la saggezza. E, graziaddio, questo mi ha permesso di partire, con un matematico spiritualcreativo, un ingegnere informatico che suona il tema di Star Wars con le palette del caffè e un businessnerd a bordo di Foodiestrip. Con biglietto di sola andata. Senza ipotesi di ritorno.