INTRODUZIONE AL CONCETTO DI LOCATION - Foodiestrip.blog
lunedì, Ottobre 26, 2020
INTRODUZIONE AL CONCETTO DI LOCATION
Food Marketing

INTRODUZIONE AL CONCETTO DI LOCATION

Quanto pesa la location nella moderna ristorazione?

Fino a una decina di anni fa, la posizione e la cucina di un locale erano in grado d’assicurare, da sole, il 70-80 % del suo successo. Oggi non è più così, e il 60% delle probabilità di riuscire è dato da marketing e gestione dell’attività.

Ciò non vuol dire che la location non abbia più valore: semplicemente, da sola, non basta più.

Ma procediamo per gradi, e chiariamo subito che il termine inglese location non è utilizzato dagli inglesi con lo stesso significato. Quest’ultimo, poi, non è univoco neppure in Italia. Per gli addetti ai lavori, con “location” si indica solamente la posizione geografica e l’esterno del locale, ma ultimamente il termine è entrato nel linguaggio comune anche come sinonimo del design di un’attività.

Questa ambiguità è dovuta all’utilizzo originario del termine, col quale si indicava uno dei luoghi impiegati nelle riprese di un film.

All’interno di foodiestrip (e i puristi ci perdoneranno…) utilizzeremo “location” per indicare tutti gli aspetti concernenti la struttura, e quindi la sua posizione, l’arredamento e l’architettura.

Il concetto di location è fondamentale, e nel mercato dei consumi fuori-casa ha un peso strategico enorme. Secondo una ricerca di TradeLab, della quale vi abbiamo parlato qui, gli aspetti che più pesano nelle valutazioni dei clienti sono l’accoglienza (8%), la presentazione delle portate (7,4%), e per finire l’arredamento e lo stile del locale (7,3%).

Inoltre, anche la posizione di un locale, nonostante le nuove armi di cui dispone un ristoratore oggigiorno, è ancora molto importante per far sì che sia appetibile, visibile e interessante. Perché? Ve lo spiegheremo nel prossimo articolo, nel quale avrà inizio il nostro viaggio all’interno dei vari aspetti della “location”.

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Fabrizio Doremi
Mi chiamo Fabrizio Doremi e sono un matematico. Ho cominciato a lavorare come consulente IT a 21 anni, poi ho seguito per sei anni lo sviluppo del progetto Conad.it (l’azienda con le persone oltre le cose) e a 28 anni ho fondato Wiloca, con cui ho curato il restyling digitale di Gambero Rosso. E tra il cibo venduto e quello mangiato mi è saltata in testa Foodiestrip. E adesso è realtà. E dato che ho appena passato i quaranta, è arrivata l’ora di tornare all’università per prendere una laurea in scienze della comunicazione. Che se i numeri dovessero venir meno, avrò parole per compensare.