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domenica, Settembre 15, 2019
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8 MARZO: IDEE PER UN MENU DEDICATO ALLA FESTA DELLE DONNE

Per la Festa della Donna ogni ristoratore può organizzare eventi e serate dedicate alla donna. Una buona idea è quella di creare un menu con la mimosa, sia vera che ricreata con i metodi che vedremo. Ecco, dunque, un menu creato ad hoc per l’8 marzo, da sfruttare nei vostri locali.

L’aperitivo o cocktail Mimosa

Il cocktail Mimosa è una variante del Bellini, Rossini o Tintoretto. È semplicissimo e non prevede l’utilizzo della mimosa, che è pure un fiore piuttosto gustoso (e ne parleremo più avanti). Il Mimosa è nato al Ritz di Parigi nel 1925, quasi contemporaneamente al Buck’s Fizz. I due cocktail si differenziano per la percentuale di succo d’arancia, maggiore nel Buck’s Fizz del 1921 rispetto al Mimosa. Inoltre, spesso il Buck’s viene aggiunto di Grand Marnier.

Preparare il Mimosa è semplicissimo: 7cl di prosecco (o meglio champagne) e 3cl di succo d’arancia. Proprio la presenza dell’arancia ne fanno uno dei cocktail più amati dagli americani per il brunch.

Il pasto: si possono usare i fiori di mimosa?

Come anticipavamo, i fiori di mimosa non sono sgradevoli da mangiare. Il loro uso, però, non è frequente, nonostante il sapore non sia granché amarognolo (c’è solo una punta d’amaro nel retrogusto) e ricordi la camomilla, che qualcuno ritiene deliziosa. Occhio, però, perché solo i fiori sono commestibili. Le foglie non si possono mangiare. In più, occhio a dove vengono coltivate le mimose: quelle edibili non sono acquistabili dai fiorai, poiché quest’ultime vengono trattate con agenti chimici nocivi. Non utilizzate neppure quelle che crescono spontaneamente ai bordi delle strade trafficate, che subiscono la pressione degli agenti inquinanti.

Dunque, come si possono sostituire i fiori?

Il metodo più utilizzato è quello di tritare il tuorlo d’uovo lessato. In alternativa, si può sfruttare il pan di Spagna, che poi è il principale ingrediente delle torte e dei bignè alla mimosa. Un buon compromesso, per poter utilizzare i fiori di mimosa, è utilizzarli proprio in appoggio e mixati al pan di Spagna.

Un menu vario, dagli antipasti al secondo: tutto in giallo mimosa

Sono vari gli antipasti e i primi che si possono creare sfruttando la mimosa, sia il fiore che le uova o il pan di spagna. Il giallo della mimosa, simbolo dell’8 marzo, la fa chiaramente da padrone.

Esempio di antipasto sono certamente i tramezzini o la torta mimosa in versione salata. Naturalmente, ci sono delle possibilità sia per menu di carne che di pesce e la mimosa può essere sfruttata sia nella sua versione posticcia che come ornamento, utilizzando il vero fiore.

Ecco alcuni esempi di antipasti (con le loro ricette da riprodurre) pescati per voi nel mare magnum del web:

La mimosa salata

Girelle di sfoglia con crema di fave e mimosa

Torta tramezzino mimosa

Per quanto riguarda i primi, invece, i piatti “alla mimosa” possono essere moltissimi. La pasta, tra l’altro, non la fa da padrona, visto che non sono rari gli utilizzi di riso e gnocchi.

Un esempio, infatti, sono gli gnocchi alla mimosa, nei quali lo zafferano colorano il piatto di giallo. Poi, i fusilli con “Uova-mimosa” (c’è anche chi preferisce le tagliatelle ai fusilli), che rivisitano la carbonara con l’utilizzo di uova sode (quelle che vi abbiamo descritto prima, nelle quali il tuorlo lessato viene tritato e sfruttato come condimento e guarnizione).

Un’altra buona idea per un primo adatto alla festa dell’8 marzo (dunque, obbligatoriamente in giallo), sono le tagliatelle alla Mimosa.

Ecco ingredienti e preparazione:

Ingredienti per 4 persone:

400 gr di tagliatelle, 170 gr burro di cacao, 20 g di fiori di mimosa, 22 gr di scorza di limone, Pain brioche quanto basta.

Preparazione:

Mentre si fa bollire l’acqua per la pasta, fate sciogliere il burro di cacao in una padella assieme ai fiori di mimosa e al limone (nota bene: fate attenzione a dove acquistate i fiori di mimosa: non devono essere per nulla trattati e dovrebbero essere biologici). Una volta amalgamati, frullateli in un thermomix a 50°C. Subito dopo cuocete la pasta e aggiungete il preparato. Fatto! Servite il tutto con del pain brioche setacciato e guarnite con qualche altro fiore di mimosa (non esagerate e ricordate che quest’ultima guarnizione ha solo valore estetico).

Per quanto concerne i secondi, una buona idea è quella di cimentarsi nella cottura di un pollo mimosa, tratto dalla cucina indiana e fuso ai profumi di casa nostra. Il giallo è dato dal curry e il suo sapore viene stemperato dall’uso dello yogurt. Se avete un ristorante di pesce e volete valorizzare un bel trancio di tonno, invece, una buona idea è accompagnarlo con pistacchi sbollentati per alcuni minuti. Poi, dopo aver tritato i pistacchi, usateli per accompagnare il vostro trancio, cucinato molto semplicemente mettendolo in forno per 20’ a 180°C.

I contorni e i dolci con la mimosa per l’8 marzo

Sui contorni ci si può sbizzarrire. Il fiore vero si adatta alla perfezione ad ortaggi come broccoli e asparagi, i primi ripassati in padella con olio e peperoncino, i secondi saltati al burro.

L’insalata mimosa, però, è probabilmente la regina di queste creazioni. Nata in Russia è fatta con patate, verdure, tuorlo, pesce e uova, il tutto sormontato dal tuorlo sodo per l’effetto mimosa.

I dolci, infine, sonno capitanati dalla famosissima torta mimosa. Nata negli anni ’50 presso Rieti per mano del cuoco Adelmo Renzi, la torta mimosa fu creata in occasione di un concorso di pasticceria indetto dalla città di Sanremo. La guarnitura con pan di Spagna fu fatta proprio per omaggiare la Città dei Fiori.

Idea Bonus

Il menu della Festa della Donna può essere accompagnato da un pane speciale, una frittella aggiunta di mimosa. Per farla è necessario utilizzare solo i fiori, e dopo averli lavati si deve preparare una pastella con farina “00” o farina di riso. A questa si aggiunge un po’ di birra Pilsner e un pizzico di sale. Infine, immergete la pastella nell’olio bollente e friggetele. In versione salata sono perfette per accompagnare il pranzo dell’8 marzo e formaggi come brie, taleggio e toma. Quelle dolci, invece, si possono spolverare con zucchero a velo e guarnire con uva sultanina.

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Ambra Del Moro
Mi chiamo Ambra Del Moro per dirla tutta. Sono laureata in Lingue Moderne e per dieci anni sono stata cittadina del mondo, risiedendo in ordine sparso tra Germania, Stati Uniti, Belgio e Disneyland. Per il momento sembra abbia messo radici. Nella gaudente Repubblica di Foodiestrip.