CORONAVIRUS: IDEE SU COSA PUÒ FARE UN RISTORATORE DA CASA - Foodiestrip.blog
domenica, Ottobre 25, 2020
CORONAVIRUS: IDEE SU COSA PUÒ FARE UN RISTORATORE DA CASA
Idee

CORONAVIRUS: IDEE SU COSA PUÒ FARE UN RISTORATORE DA CASA

A causa del Coronavirus, i locali e i ristoranti italiani sono stati tra i primi a chiudere per decreto. Vediamo quindi cosa possono fare i ristoratori in questo periodo di forzata inattività per migliorare la loro impresa

In questi giorni di forzata inattività causata dalla crisi Coronavirus, noi tutti abbiamo la possibilità di ripensare alle nostre aziende e cogliere le opportunità che sempre si aprono a seguito di una fase critica. Ecco, dunque, qualche consiglio dedicato ai ristoratori per tenere vivo il legame con i clienti e impiegare costruttivamente il loro tempo a casa.

Cosa non va nel nostro locale?

Un esame di coscienza non fa mai male. Ora che siamo a casa, sarebbe bene chiederci: prima dello stop da Covid-19, stavamo lavorando al meglio?

È importante, quindi, prendersi cura di ciò che non ha funzionato negli ultimi mesi.

Per farlo è necessario fare una piccola analisi: andate a ripescare gli incassi e fate un paragone con i mesi precedenti. Sono aumentati? Bene! Chiedetevi il perché. Merito del nuovo chef oppure delle nuove forniture? In sala c’è un nuovo dipendente?

Ecco, analizzate ciò che è cambiato rispetto al passato e, se è in meglio, tenetevi stretta la nuova risorsa o il nuovo canale di approvvigionamento, anche pensando ad un premio nello stipendio quando tutto ripartirà. Oppure è il nuovo servizio online che avete attivato, come le prenotazioni, il sito e il social media manager.

Insomma, se stavate crescendo c’era un motivo, quasi sicuramente interno alla vostra attività, per cui cercate di comprendere qual è e fate di tutto per potenziare il nuovo canale di vendita.

Se, invece, stavate perdendo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ricercatene la causa.

Se avete cambiato il personale e negli ultimi mesi (prendete una finestra ampia, altrimenti c’è il rischio di avere dati falsati) avete notato un netto calo, chiedetevi chi non sta rendendo e perché. Assicuratevi, poi, che le vostre risorse stiano lavorando con tutti gli strumenti adatti (potreste avere anche Cracco tra i fornelli, ma se gli chiedete di cucinare con materie prime scadenti sarà inutile averlo ingaggiato).

Se, al contrario, il vostro fatturato è rimasto lo stesso rispetto a quello dell’anno precedente, beh, è ora che comprendiate la maniera per crescere. Partite dal minimo: non avete una presenza online adeguata? È ora di presenziare il maggiore canale di prenotazioni esistente, ossia internet, sia con strumenti di prenotazione online che con una giusta cura del sito e delle pagine social. Oppure rinnovate il menu, sia graficamente che con nuovi piatti.

Inoltre, nel caso in cui siate sia proprietari che chef di un ristorante (o barman di un cocktail-bar ecc.), queste giornate a casa sono fondamentali per sperimentare nuove creazioni, dunque mettetevi ai fornelli.

Oltre al fatturato, e se questo non dovesse darvi le necessarie indicazioni, riprendete in mano le recensioni ricevute online. Leggetele con occhio clinico (anche se in certi casi non è facile rimanere calmi) e rispondete. Da loro, poi, potreste ottenere alcune informazioni, sia per ciò che funziona che per quanto riguarda i difetti del vostro locale.

Continuate a comunicare

In questo momento di crisi causato dal contagio da Coronavirus, il vostro locale è chiuso e ci state letteralmente “sbattendo il muso”: se non avete una presenza importante su internet ora, la vostra attività non esiste più, è scomparsa dal radar dei vostri clienti.

Ma se anche avete dei canali social ma non li utilizzate, la situazione sarebbe la stessa. Di conseguenza, lavorate sul web e approfittate della chiusura forzata per migliorare le pagine, dal sito a quella di Facebook.

Una volta fatto, continuate (o, se avete colpevolmente smesso) ricominciate a comunicare un po’ alla volta. È l’unico modo che avete, in questo momento, per dire ai vostri clienti: “Ehi, siamo ancora qua, non vi dimenticate di noi!”.

Certo, ci vogliono idee e conoscenze per preparare un piano redazionale ben fatto (nonché una discreta conoscenza dell’italiano, cosa per nulla scontata visti gli orrori che si vedono spesso in alcuni post).

Un piccolo consiglio, poi, sui temi da trattare in questa fase del contagio da Coronavirus (sull’argomento ci torneremo in un prossimo articolo): non fate finta che il Covid-19 non ci sia e non ci sia mai stato. Ultimamente, infatti, si vedono piani redazionali che non tengono conto per nulla della crisi e la cosa è piuttosto ridicola. Dunque, pensate a post che possano essere utili ai vostri clienti (come delle vostre ricette da fare in casa) oppure invitateli a donare per iniziative benefiche. Un’altra idea, invece, è quella di lanciare un messaggio di speranza: chiedete alla clientela di prenotare una cena da voi, a emergenza Coronavirus finita.

Il delivery: organizzate e consegnate

Del delivery abbiamo già parlato. Non è per tutti e va fatto con lo spirito giusto: se puntate sul territorio e sui vostri piatti più rappresentativi, attivando la cucina solo per alcune pietanze e chiedendo ai vostri collaboratori di sala di consegnare loro stessi gli ordini (con tutte le precauzioni anti-Covid possibili), potreste trovare un nuovo canale di business nelle consegne a domicilio.

Non vi gettate nell’esperimento anima e corpo, però, prima di aver testato il servizio un po’ per volta, anche perché inevitabilmente non potrete essere estremamente efficienti fin da subito.

 

Photo by Henry & Co. from Pexels

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Fabrizio Doremi
Mi chiamo Fabrizio Doremi e sono un matematico. Ho cominciato a lavorare come consulente IT a 21 anni, poi ho seguito per sei anni lo sviluppo del progetto Conad.it (l’azienda con le persone oltre le cose) e a 28 anni ho fondato Wiloca, con cui ho curato il restyling digitale di Gambero Rosso. E tra il cibo venduto e quello mangiato mi è saltata in testa Foodiestrip. E adesso è realtà. E dato che ho appena passato i quaranta, è arrivata l’ora di tornare all’università per prendere una laurea in scienze della comunicazione. Che se i numeri dovessero venir meno, avrò parole per compensare.