SI PUÓ PORTARE IL CANE AL RISTORANTE E NEI LOCALI PUBBLICI?- Foodiestrip.blog
lunedì, Marzo 25, 2019
Si può portare il cane al ristorante?
Legge e ristorazione

SI PUÓ PORTARE IL CANE AL RISTORANTE?

C’è un’enorme confusione sulla possibilità o meno di portare il cane in un locale. Perché? Perché c’è confusione tra locale pubblico e locale aperto al pubblico

Si può portare il cane al ristorante? “Sul tema c’è grande confusione, anche perché i regolamenti sul tema sono due (uno europeo e uno nazionale), mentre ogni Comune può avere la propria disciplina in merito. Laddove mancano dettami comunali precisi, però, sappiate che di base il proprietario di un “locale aperto al pubblico” (occhio! perché questa è la chiave del discorso) può scegliere se ammettere o meno un animale nella sua struttura.

Il cane al ristorante: un caso di mala-informazione

Qualche mese fa, su uno dei maggiori siti gastronomici italiani, è apparso un articolo nel quale si stigmatizzava il comportamento di due gestori di ristoranti milanesi, rei di non aver accettato per cena l’autrice del pezzo e il suo cane.

La giornalista dichiarava illegale un simile comportamento e faceva riferimento al D.P.R. 320 del 1954, che a suo modo di vedere obbligherebbe i locali pubblici ad ammettere ogni animale tenuto al guinzaglio.

Di più: secondo l’autrice il D.P.R. permetterebbe ai proprietari di animali di chiamare i vigili urbani nei casi di mancata ammissione. Quest’ultimi, si legge sul pezzo, «si preoccuperanno di far rispettare la legge».

Ora, il pezzo è un coacervo di mezze verità e imprecisioni, tutte volte a confermare una tesi precostituita. Vediamo il perché…

I regolamenti e la differenza tra “locale pubblico” e “locale aperto al pubblico”

Il D.P.R 320/54 è un regolamento di polizia veterinaria e regola l’ammissione degli animali nei locali pubblici. L’articolo 83 stabilisce “l’obbligo della museruola e del guinzaglio per i cani condotti nei locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto”. Di conseguenza, per la legge non basta il solo guinzaglio.

La questione, però, è ben più complessa. Il nodo centrale è proprio nell’espressione “luogo pubblico”. I ristoranti, i bar, le pizzerie e in generale gli esercizi pubblici che si occupano di horeca non sono luoghi pubblici ma “locali aperti al pubblico”.

Un locale pubblico appartiene al demanio statale, mentre un locale aperto al pubblico è proprietà privata, il cui accesso può non essere riservato a chiunque (anche a voi sarà capitato di recarvi in una discoteca con selezione all’ingresso o in un bar che permette l’utilizzo del bagno alla sola clientela).

Di conseguenza, lo status di locale aperto al pubblico permette ai proprietari di vietare l’ingresso agli animali, questione trattata approfonditamente anche dalla Comunità Europea con il Regolamento CE n. 852/2004.

La confusione alimentata da un coacervo di regolamenti

La confusione, negli anni, è stata alimentata (oltre che da articoli fuorvianti), anche da un gran numero di regolamenti che, come abbiamo visto, sono europei, italiani e, soprattutto, comunali. Proprio quest’ultimi, infatti, sono decisivi in materia. Riportiamo, a titolo d’esempio, l’Art. 23, comma 2, del “Regolamento per la tutela e il benessere degli animali” del Comune di Torino:

«Nei locali aperti al pubblico e nei pubblici uffici, i cani accompagnati dal padrone o dal detentore hanno libero accesso salvo documentate motivazioni igienico-sanitarie, comunicate dal responsabile della struttura tramite l’affissione di apposito cartello esposto in modo visibile all’ingresso e previa comunicazione scritta all’Ufficio tutela animali. Non è consentito al responsabile della struttura vietare l’ingresso nei suddetti locali ai cani guida che accompagnano le persone non vedenti o ipovedenti».

In definitiva…

Nei comuni in cui vige un “Regolamento per il benessere e la tutela degli animali”, la persona che si vede vietare l’ingresso perché in compagnia del proprio cane può rivolgersi ai vigili urbani, tranne che nel caso in cui all’esterno del locale sia affisso un cartello di divieto per specifiche norme igienico-sanitario. Se, inoltre, il cane è un cane guida, il divieto non è mai valido. In tutti gli altri casi, invece, la legge è confusa e lacunosa, per cui la scelta rimane a discrezione del proprietario del ristorante o dell’attività ristorativa.

Ma cosa ne pensano i ristoratori? Vale la pena ammettere cani nel locale?

Nell’ultimo periodo la tendenza è quella di ammettere i cani nei locali. Ciò è avvenuto sia sulla spinta dei nuovi regolamenti, sia per una maggiore sensibilità.

Eppure, i proprietari scelgono di far entrare generalmente cani di piccola taglia. Gli altri, infatti, sono ritenuti troppo ingombranti, tanto da toccare gli altri commensali o arrivare all’altezza dei loro tavoli.

Chi, invece, non ammette la presenza di animali nel proprio locale lo fa perché spaventato dal fatto che possa dar fastidio agli altri clienti. Molte persone, infatti, sono insofferenti nei confronti degli animali e c’è chi sostiene che “è meglio lasciarli a casa”.

Qualcuno ci va giù pesante, come un utente che, sotto l’articolo citato in apertura, ha scritto: “Che schifo. Io preferisco i locali dove i cani non sono ammessi in nessun caso. Ne guadagna la pulizia e il comfort dei non cinofili (o cinomani direi)”

Un’altra persona rincara la dose: “I signori che portano un cane in un luogo pubblico quale ristorante, bar ecc. non si rendono conto che stanno ledendo un diritto alle altre persone che non tollerano la presenza di animali per motivi di sicurezza, di igiene e soprattutto di allergia come ha mio marito. Noi siamo costretti ad uscire per lasciare il posto ai cani. Ma vi sembra normale una cosa del genere? Ma in che mondo stiamo vivendo?????? È ora che tutto questo finisca anche in considerazione dei sempre più numerosi casi di aggressione soprattutto verso i bambini”.

Ora, i ristoratori temono proprio questo tipo di proteste. Dall’altra parte, gli amanti degli animali sono agguerritissimi, per cui spesso la scelta dei proprietari dipende dalle esperienze pregresse. Quelli che hanno avuto a che fare con cani e padroni maleducati finiscono per vietarne l’ingresso (ai cani… ma lo farebbero anche ai suddetti relativi padroni). Chi, invece, ama a prescindere gli animali, o non ha mai avuto disavventure con loro all’interno del locale, ne accetta volentieri l’entrata.

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Alessio Poliandri
Mi chiamo Alessio Poliandri. E sono un informatico. Oltre che “business brother” di Fabrizio Doremi con cui oltre all’anno di nascita, condivido la fondazione di Wiloca, quella di Foodiestrip e tutta una serie di passioni che solo noi nerd possiamo capire. Ad esempio il tema di Star Wars. Per voi è una colonna sonora. Per noi è un inno. Con un rituale di iniziazione all’interno.