sabato, settembre 22, 2018
Linea Diretta

IL McDONALD’S È COMPATIBILE CON LE IDENTITÀ LOCALI?

Qual è il rapporto tra le identità locali, il territorio e fast food come McDonald’s? Ci riflette il Prof. Massimo Montanari

Massimo Montanari, Prof. Ordinario all’Università di Bologna, insegna Storia Medievale e Storia dell’alimentazione. Il brano è tratto dal suo libro Il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo”.

“Il cibo è un fondamentale strumento di identità culturale. La ricetta migliore è sempre quella della mamma, perché lì (nella mamma, e in tutto ciò che rappresenta) si trovano, o si vogliono trovare, le radici dell’identità personale. Ma allora, quando al cibo della mamma si oppone il cibo di McDonald’s, ci troviamo di fronte a un conflitto tra affermazione e annullamento dell’identità? Tra identità e non-identità? Niente affatto. Se il villaggio globale non è un’invenzione del sociologo McLuhan ma una realtà del nostro vivere quotidiano, anche questa identità ci appartiene. Il cittadino di Imola (che si riconosce nel cibo della sua città e delle sue campagne) è anche cittadino di Romagna, d’Italia, d’Europa. Ciascuna di queste identità – tutte mutevoli, tutte in costruzione – vuole i suoi simboli alimentari. Il villaggio globale ha McDonald’s, uguale dappertutto, rassicurante, materno (la grande M, rotonda come il seno). Pensare all’hamburger come a una non-cultura, a una non-identità, è un grave errore di prospettiva. L’hamburger possiede, sul piano simbolico, uno spessore culturale assai più profondo di quanto a prima vista non appaia. Del resto, l’hamburger non è mai uguale a se stesso. Dappertutto è accompagnato da studi di mercato che non parlano solo il linguaggio delle cifre ma anche (secondariamente, magari) quello dei gusti e delle tradizioni. La salsa non è la stessa ovunque. Il rapporto fra dolce e salato cambia da paese a paese. L’uniformità del gusto non esclude varianti e questo significa che perfino l’hamburger non può prescindere dalle identità locali. Oggi è persino costretto a convinvere con proposte vegetariane. Forse questo significa che una convivenza fra la cucina di McDonald’s e la cucina della mamma è possibile. Direi di più: la stessa diffusione di modelli alimentari ‘globalizzati’, come quello di McDonald’s e dei suoi concorrenti, paradossalmente ha eccitato la ricerca delle diversità, la ricostruzione di radici più o meno inventate, la riscoperta o reinvenzione delle tradizioni ‘locali’. Il corpo sociale ha elaborato un formidabile antidoto al rischio dell’omologazione culturale. Mettere in rete le culture locali, diffonderle, farle conoscere, condividerle è stata la risposta positiva a questo rischio. Utilizzando il villaggio globale come luogo di scambio anziché di omologazione. Globalizzando la biodiversità gastronomica e culturale.”

Grazie al Prof. Montanari per averci permesso di riprodurre integralmente il brano

This post is also available in: English (Inglese)

Ambra Del Moro
Mi chiamo Ambra Del Moro per dirla tutta. Sono laureata in Lingue Moderne e per dieci anni sono stata cittadina del mondo, risiedendo in ordine sparso tra Germania, Stati Uniti, Belgio e Disneyland. Per il momento sembra abbia messo radici. Nella gaudente Repubblica di Foodiestrip.