L'OLD FOX: IL PIÙ ANTICO PUB DI MILANO - Foodiestrip.blog
martedì, 31 Marzo, 2020
L’OLD FOX: IL PIÙ ANTICO PUB DI MILANO
Storie di successo

L’OLD FOX: IL PIÙ ANTICO PUB DI MILANO

Nato nel 1979, l'Old Fox è stato il primo e il più antico pub di Milano. Oggi è ancora sulla breccia e noi ve lo raccontiamo

A Milano, l’Old Fox Pub è un istituzione. In pratica, è il primo pub della città meneghina. Oggi ne raccontiamo la storia e le caratteristiche.

La nascita dell’Old Fox Pub di Milano

L’OLD FOX: IL PIÙ ANTICO PUB DI MILANO

Nel primo dopoguerra, l’Old Fox non esisteva. Al suo posto c’era una latteria, dove si fermavano i lavoratori per lo spuntino a pranzo. Negli anni seguenti, il locale cambia pelle e s’ispira al carnevale. Nella piazza antistante, infatti, si concludeva la parata dei carri e si celebrava il Meneghin della Cecca. È così che si chiamava, quindi, il locale precedente l’Old Fox, la Cecca.

Poi, nel ’79, ecco il pub. Ad aprirlo è Renato Cazzaniga, che per primo a Milano ebbe l’idea di aprire una public house inglese con birra alla spina e Guinness. L’arredamento era quello classico dei pub inglesi e irlandesi; la porta era chiusa e si entrava solo se graditi.

Da allora sono passati quarant’anni e l’Old Fox è cambiato mantenendo orgogliosamente la sua identità, la stessa che faceva sentire a casa uno come Eric Clapton, che quando era in città passava al pub. D’altronde, ai tempi, di locali simili a Milano o non c’erano o ce n’erano pochissimi.

S’arriva poi al 2003, quando Daniele Martinelli, l’attuale proprietario, acquista il locale. A lui si affiancherà presto Gabriele Glorio, gestore e titolare, il quale si è inserito rapidamente grazie alla comprensione dell’identità dell’Old Fox e della comune passione per birre e distillati di qualità.

L’offerta dell’Old Fox

Oggi, l’Old Fox di Milano è passato dalle 4 o 5 spine degli inizi alle 25. In pratica, si tratta di un muro di spine di grande impatto, che dà spazio sia alle birre artigianali che a quelli industriali. «L’abbiamo fatto – dice Gabriele Glorio, uno dei due titolari – per andare incontro ai gusti di ognuno. Non a tutti piacciono le birre artigianali o particolari, per cui dobbiamo poterli comunque accontentare».

Alla birra, poi, si affiancano altri due pilastri della cultura brassicola e gastronomica inglese: i distillati, gli hamburger e alcuni piatti speciali. Andiamo per gradi e guardiamo ogni aspetto dell’Old Fox.

Le birre e il birrificio Barona

L’OLD FOX: IL PIÙ ANTICO PUB DI MILANO

Tra le birre artigianali, spiccano quelle prodotte proprio dal Birrificio di proprietà dell’Old Fox, dove il mastro birraio è Daniele Martinelli. La birra Barona copre dieci delle spine del pub con le sue birre, tutte di stile inglese. Il birrificio, poi, prepara e collabora anche con altre realtà e pub milanesi, preparando per loro birre ad hoc o rispettando le ricette richiestegli (di conseguenza, le birre così prodotte per terzi, in stile beer firm, non fanno parte del marchio “Barona”).

Lo stile delle birre Barona, come detto, non sono simili alle American e anzi abbracciano tutta la penisola britannica. Vengono prodotte, quindi, English IPA, Pale Ale, Stout, English Bitter e tante altre ancora (non mancano neppure alcune belghe). Una particolarità è rappresentata da birre speciali, anche queste create in collaborazione stavolta con cocktail bar. Sono birre che, pur con sentori al bergamotto o allo zenzero, rimangono beverine. D’altronde, la filosofia dell’Old Fox è chiara: «Secondo noi lo spirito della birra va interpretato in senso inglese: devi poterne bere quanta ne vuoi senza che ti stanchi o ti appesantisca il palato (o lo stomaco, ndr)». Come in Inghilterra, quindi, dove non è raro vedere i tavoli riempirsi di lattine o boccali, la birra dell’Old Fox non si è ancora piegata verso le hazy, le birre fruttate, milkshake o fortemente luppolate. In futuro chissà, ma il dna del pub è espressamente fedele alle radici britanniche.

I panini fatti con residui di birra

Neppure della birra si butta via niente evidentemente. L’Old Fox utilizza la trebbia, ossia la “crusca” che rimane dopo la macinatura del malto, per preparare panini e foccacce. Si tratta, di conseguenza, di un impasto fruttato e poco zuccherato, poiché gli zuccheri si sono già trasformati in alcol durante la preparazione della birra.

I distillati dell’Old Fox

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L’Old Fox è rinomato anche per la sua collezione di distillati, prevalentemente britannici (irlandesi e scozzesi in primis), e poche bottiglie – d’eccellenza – di whisky giapponesi.

Quella del pub milanese è una vera e propria collezione che raccoglie una quarantina di bottiglie d’alto livello, dai classici Caol Ila o Lagavulin ad altre bottiglie di distilleria meno conosciute (ma non per questo disprezzabili). In ogni caso, tutti i distillati, anche delle case più rinomate, sono selezioni particolari. «Ci avvaliamo – dice Glorio – di imbottigliatori come Gordon & MacPhail, e conserviamo bottiglie di whisky maturato in botti di Sassicaia o Madeira». Altri esempi sono i giapponesi, che utilizzano acqua raccolta a 1000 metri d’altitudine sul Monte Fuji, oppure l’Ardbeg Full Proof.

Tra le bottiglie più amate da Gabriele c’è il Finlaggan di Islay: la distilleria si trova vicino ad un laghetto salato e ciò dona un particolare retrogusto di sale marino. E poi tra i più amati da Glorio, c’è il Benromach certificcato “Bio” e il Mortlach.

La cucina e i piatti dell’Old Fox

L’OLD FOX: IL PIÙ ANTICO PUB DI MILANO

Per vivere una serata nel centro di Londra o nelle Highlands scozzesi pur rimanendo in Italia e a Milano, l’Old Fox propone una cucina estremamente particolare.

Un esempio: domani, il 25 gennaio, in Scozia si celebra la Burns Night, serata dedicata al poeta scozzese Robert Burns e, di riflesso, all’orgoglio e alle tradizioni nazionali. Di conseguenza si mangia l’haggis, un insaccato tradizionale che si prepara con le interiora di pecora, a cui si aggiunge avena, cipolla, grasso di rognone e spezie. Ecco, l’Old Fox lo prepara, servendolo poi con patate di contorno e salsa al whisky.

L’haggis, però, è uno dei piatti speciali, mentre in menu ci sono sempre gli hamburger e le steak pie, torta con spezzatino che può gustarsi nelle varianti con funghi o pesce. Oltre agli hamburger, poi, ci sono i club sandwich e i dolci classici inglesi, come la apple pie e la torta con birra Stout.

Insomma, i cinque ragazzi che compongono il team dell’Old Fox stanno tenendo vivo un pezzo di storia della città meneghina e hanno rilanciato uno dei primi pub, realmente in stile british, d’Italia.

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Mi chiamo Fabrizio Doremi e sono un matematico. Ho cominciato a lavorare come consulente IT a 21 anni, poi ho seguito per sei anni lo sviluppo del progetto Conad.it (l’azienda con le persone oltre le cose) e a 28 anni ho fondato Wiloca, con cui ho curato il restyling digitale di Gambero Rosso. E tra il cibo venduto e quello mangiato mi è saltata in testa Foodiestrip. E adesso è realtà. E dato che ho appena passato i quaranta, è arrivata l’ora di tornare all’università per prendere una laurea in scienze della comunicazione. Che se i numeri dovessero venir meno, avrò parole per compensare.